Radio City Festival Milano

Coronavirus: in quarantena non rinunciamo alla radio

In ci leghiamo sempre di più alla . Lo conferma una ricerca curata dall’istituto GfK, L’ascolto della Radio ai tempi del COVID – 19, commissionata da Tavolo Editori Radio e che racchiude la quasi totalità delle emittenti pubbliche e private, nazionali e locali, della radiofonia italiana

L’emergenza sanitaria ha condizionato le nostre abitudini, come sappiamo. In numeri, il 67% della popolazione utilizza meno l’auto, circa la metà della popolazione non si reca più al lavoro fuori casa e c’è chi, ad esempio, ha la possibilità e il dovere di adottare la modalità smart working. In questa nuova routine da quarantena, l’impatto sugli ascolti radio ha una crescita non indifferente dell’aumento del tempo medio di ascolto.

Cosa significa? “Alla riduzione netta dell’ascolto tramite l’autoradio corrisponde un aumento dell’ascolto attraverso tutti gli altri device. Non soltanto la classica radio FM. C’è anche la TV, lo smartphone e il PC (con riscoperta da parte delle fasce giovanili). Crescono pure tablet e smart speaker”. Parola di Giorgio Licastro, Responsabile Area Media di GfK, l’istituto di ricerca di mercato, il quarto al mondo per organizzazione e grandezza.


La quarantena e la radio

Se allora in quarantena cambia la percezione della TV, come riflettiamo qui, anche la radio ha il suo ruolo fondamentale. Una particolare menzione merita l’accesso digitale attraverso siti e radio. L’accesso digitale con le nuove necessità di collegamento al mezzo radio – continua la ricerca – vede un incremento importante (il tempo speso è del 61%). Continua Licastro: “Rilevante in casa è l’inedita presenza maschile e delle donne lavoratrici che aumenta le occasioni di esposizione. Spinge verso l’alto, nella lista delle attività, l’ascolto mentre si lavora, mentre si fa ginnastica, nei momenti di relax.

Le aree che maggiormente migliorano dopo l’inizio dell’emergenza sono proprio quelle rassicuranti della vicinanza e del comfort, come antidoto alla solitudine forzata. Contemporaneamente quelle che agiscono sullo stato di benessere, sull’umore, sull’emozione”.

Il ruolo della musica ascoltata alla radio appare fondamentale. Veicola un senso di comunità, di partecipazione collettiva, di serenità nonostante tutto. La musica ascoltata alla radio appare fondamentale, contribuendo al senso di comunità, di partecipazione collettiva, di serenità.

Le nuove tecnologie per l’ascolto

Anche in quarantena, dunque, la radio è un mezzo a cui gli italiani non rinunciano. Piuttosto e ricalibrano l’uso in funzione dei nuovi stili e delle nuove abitudini, favoriti, in questo, da un mezzo che è in grado di sfruttare vecchie e nuove tecnologie per consentire l’ascolto anche in modi innovativi e diversi rispetto al passato.

In questo periodo di isolamento forzato aumentano gli ascoltatori che creano interazione. “L’iniziativa La Radio per l’Italia – conclude la ricerca GfK – è stata ampiamente riconosciuta e apprezzata come modo di ulteriore avvicinamento al mezzo“.

Leggi anche:

Il nuovo ruolo della TV in questa quarantena
Radio Italia Live, slitta il concerto in piazza Duomo