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La commedia di Orlando

Dopo Frammenti di me, andato in scena al Teatro Filodrammatici lo scorso autunno, il genio di Virginia Woolf torna a ispirare gli spettacoli dei taeatri milanesi. È senz'altro particolare La commedia di Orlando, in programma al Manzoni. Liberamente tratta da una delle opere più originali di Virginia Woolf, Orlando, la pièce si affida
all'interpretazione di Isabella Ragonese, una delle più talentuose tra le attrici emergenti, già
premiata e apprezzata per i suoi ruoli cinematografici in Tutta la vita davanti, Due vite per caso e Nuovomondo. La regia di Emanuela Giordano ben sfrutta le varie potenzialità di cui dispone per dar vita a una
rappresentazione di grande personalità.

“La più lunga lettera d'amore della storia”, questa è la suggestiva
definizione data al testo originale, è stata significativamente ritoccata affinché i temi più caldi emergessero
con maggior evidenza. Assistiamo così agli sforzi di una giovane scrittrice che cerca di raggiungere una
piena realizzazione della propria vita, trovando le risposte alle sue aspirazioni sia nell'ambito privato
che in quello professionale. Si ritrova così a vivere sia un matrimonio felice, coronato dalla nascita di due
gemelli, sia il successo editoriale che segue alla pubblicazione del suo romanzo.

Il libro narra la tormentata
vicenda di Orlando, un nobile inglese del XVI secolo che si innamora perdutamente della russa Sasha, dalla
quale subirà però un bruciante tradimento. Il dolore è tale che Orlando sprofonda in un sonno lungo un
secolo, dal quale si risveglierà svuotato da qualsiasi speranza amorosa. Decide dunque di dedicarsi alla
poesia, ma anche in questo caso, scoprendosi un poeta mediocre, sarà la frustrazione ad accoglierlo. Il riparo dell'amicizia si rivela altrettanto vano, una vera illusione. Il protagonista cerca dunque di dare una svolta alla sua vita,
recandosi a Costantinopoli. Ma scopre presto di non essere riuscito a sfuggire alla disperazione, poiché
questa volta sarà la nuova realtà a recargli l'ennesima delusione, trascinandolo in un nuovo lungo sonno.

Sperimentati i più svariati tentativi di realizzazione, Orlando sembra ormai imprigionato in una gabbia
di nullità esistenziale e, quando ormai la vitalità del personaggio e del racconto stesso sembra essersi
esaurita, la scrittrice reagisce al rischio di arenamento facendo svegliare il protagonista nei panni di una
donna.
La trasformazione porterà linfa vitale a Orlando, la quale decide di tornare in patria per riscattare la
propria condizione e raggiungere finalmente quella felicità a lungo agognata. Sarà attraverso il coraggio, la
perspicacia e la determinazione che riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi, divenendo infine una scrittrice di
successo.

Con La Commedia di Orlando assistiamo a un'avventura nel senso più pieno del termine. Si offre agli
occhi del pubblico una storia di sentimenti e saggezza, che decanta l'integralità della vita e la necessità di
affrontarla attraverso la responsabilizzazione di se stessi di fronte ai propri desideri.
Sembrano un commento allo spettacolo le parole che la Ragonese aveva pronunciato durante un'intervista
rilasciata al settimanale Sette:“Nell'Italia del tutto e subito, delle scorciatoie e degli aiutini, io inviterei tutti a
riflettere su quanto sia più bello conquistare i traguardi da soli e con calma”.