The Irishman, un gangster movie dal sapore nostalgico

The Irishman è la nuova pellicola cinematografica di Martin Scorsese. Presentata alla festa del Cinema di Roma, è prodotta da Netflix e il cast è da brividi. I protagonisti sono infatti Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci

Il regista italo-americano autore di pellicole di enorme successo come Taxi driver (1976), Quei bravi ragazzi (1990) o The Wolf of Wall Street (2013), solo per citarne alcuni, ritorna prepotentemente sul grande schermo. Lo fa in bello stile con The Irishman, un gangster movie alla sua maniera.

Il film è l’adattamento cinematografico del saggio scritto nel 2004 dall’ex procuratore Charles Brandt intitolato L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa (I Heard You Paint Houses). I protagonisti, totem dello star system hollywoodiano (anche se dovremmo dire newyorchese) e consumati specialisti del genere sono Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino. Affiancati da Harvey Keitel, un’altra vecchia gloria (Le Iene, 1992) e dal talentuoso Bobby Cannavale (Boardwalk Empire, 2010).


Filadelfia, anni ’50

Il film si apre con un attempato Frank Sheeran (Robert De Niro) che racconta la sua storia in una casa di riposo. Siamo negli anni ’50 e il veterano Sheeran si arrabatta come autista per una ditta di carni. Di lì a poco conosce per caso il boss della mafia di Filadelfia, Russell Bufalino (Joe Pesci). I due si incontrano nuovamente poi in un ristorante malavitoso della città, quando Frank capisce che i soldi sporchi sono ben più seducenti rispetto al misero stipendio da autotrasportatore. Il potente capoccia intuisce presto le doti del veterano e lo apprezza per la sua affidabilità nei compiti che con maggiore frequenza gli assegna. Frank così scivola rapidamente nel torbido mondo mafioso. Esegue con estrema freddezza e precisione gli ordini che gli vengono impartiti. I delitti non si contano e nemmeno le armi gettate dopo un’esecuzione nel fiume Delaware.

Finalmente Al Pacino

Russell Bufalino è fiero del suo “ragazzo” tanto che lo presenta al capo del sindacato dei camionisti Jimmy Hoffa (Al Pacino), in difficoltà e bisognoso di un fidato collaboratore. Il sanguigno leader della International Brotherhood of Teamsters diventa a poco a poco amico leale di Frank Sheeran. L’irlandese però non è altro che un gregario, stretto al guinzaglio di Bufalino al quale obbedisce ciecamente. Col susseguirsi degli eventi si trova a fare da mediatore tra la mafia di Filadelfia e il sindacalista che non accetta di scendere a compromessi in nome di ideali a volte al limite dell’ossessione. Alla fine da buon ufficiale deve adempiere al volere dei boss.

The Irishman, che cast!

I tre mostri sacri del cinema ancora una volta non si smentiscono. I duetti tra De Niro e Pacino sono esaltanti e i due titani si divorano la scena grazie a prove d’attore degne dei cognomi che portano. In The Irishman i due interpreti si completano. Da una parte un uomo testardo ma carismatico e seducente (Al Pacino), dall’altra un personaggio obbediente e di poche parole (De Niro). Ad amalgamare il tutto un solido Joe Pesci, a cui il ruolo del boss malavitoso gli si cuce addosso alla perfezione e incute timore perfino allo spettatore.

Un po’ lento? E le tecniche di ringiovanimento…

Il film per la verità si assopisce e si dilunga forse un po’ troppo nella parte centrale ma è ben tenuto a galla dai protagonisti. Inoltre le tecniche di ringiovanimento, le quali hanno spaventato la Paramount per l’alto budget stimato, non sono in realtà così credibili come dovrebbero.

Detto questo, giù il cappello, The Irishman rende omaggio a dei giganti intramontabili e chiude forse il ciclo gangster di Scorsese. Siamo alle battute finali?