WeMi: cinquanta enti e nuovi servizi acquistabili online

Al via WeMi, il portale del dedicato al sistema di welfare condiviso per mettere in contatto la domanda e l’offerta di servizi alla persona

Cinquanta enti aderenti, trentacinque servizi educativi, ventotto servizi psicologici. Ventitré socio-assistenziali, otto corsi di lingua italiana, quattro servizi di accompagnamento con trasporto. Tredici servizi per le piccole commissioni e nove per il disbrigo delle pratiche. Tre per la fornitura di pasti a domicilio. Sono questi alcuni dei numeri della nuova piattaforma WeMi, il portale del Comune di Milano dedicato al sistema di welfare condiviso. Sarà operativo entro l’estate.

WeMi vuole mettere in contatto la domanda e l’offerta di servizi alla persona. Saranno presenti i primi cinquanta enti che hanno risposto al bando di avviso, ancora aperto fino al 31 ottobre. Trentotto cooperative sociali e dodici associazioni hanno proposto i loro servizi. Tredici le categorie di WeMi. Servizi socio-assistenziali, di assistenza sanitaria, educativi, psicologici. Accompagnamento con trasporto, servizi estetici in ambito socio-sanitario, piccole commissioni. Pasti a domicilio, piccola manutenzione casa, servizi per la cura di animali domestici. Disbrigo pratiche, gestione rapporto di lavoro domestico, corsi di lingua italiana.


Come funziona

Si accede alla piattaforma e da qui i cittadini possono scoprire i servizi di welfare che offre la città, gratuiti o a pagamento, individuali o in condivisione. Possono anche acquistarli direttamente dal portale. Sarà inoltre disponibile una sezione per chi vuole candidarsi come collaboratore domestico e per chi cerca una babysitter, una colf o una badante.

Avvicinare il welfare alle persone. Obiettivo che verrà perseguito ampliando il numero degli spazi fisici di WeMi in città. Alcuni spazi, di nuovo in attivo dopo il lockdown, organizzeranno attività per i bambini del quartiere e parte Milano Summer School. Un modo per andare incontro alle esigenze di socialità delle famiglie e in particolare dei più piccoli, esigenze emerse come conseguenza delle misure per contenere il diffondersi del Coronavirus.