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Vivienne Westwood

Nel tendone tensostatico in Arco della Pace, zona Sempione, la estrosa Westwood ha pensato ad una sfilata come evento per parlare della prigionia di Leonard Peltier, un indo-americano che è stato condannato a carcere a vita senza un regolare processo e che ha suscitato l’intervento del mondo dello spettacolo e della per la sua liberazione; infatti, il di Peltier campeggia sulle t-shirt.
Per il prossimo anno la stilista sembra avere attinto le proprie idee dalle greche conservate nei musei inglesi, infatti, i modelli presentavano il viso coperto dal cerone bianco utilizzato nel greco-romano.
I capi dal gusto british e citazioni della antica grecia si mescolano, cosi vediamo accostati il kilt alle tuniche.
Nella vasta gamma di invenzioni le righe degli abiti si fanno più grandi, le t-shirt hanno la stampa di seni di donna nudi oppure le vestaglie da camera sono rivestite da pellicce ecologiche.
I trench grigi coprono pantaloni in lana e maglie a rombi grigi, beige e bianchi. Particolari sono le maglie dal collo sbavato, maglie blu cobalto e le testa di moro.
Ancora il kilt si accosta a maglie lavorate a giorno che coprono la testa con elemetto militare oppure grandi pellicce smanicate portate con mocassino e calzamaglia.
I colori sono quelli tipici inglesi: da fumo di Londra al bordeaux, fino al tutto blu o al rosa carico. A chiudere la sfilata la Westwod, in smagliante, sfoggia una zeppa rossa, un abito aderente con il suo nome stampato e due simpaticissime cornine poste sui lati della testa.


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