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Spa… zio cucina

L’odore di fritto in ? Cosa vecchia e dimenticata. Ora la moderna tendenza è quella di trasformare la kitchen in un vero e proprio centro wellness, dove stare non solo per cucinare, ma anche per rigenerarsi. Lo afferma uno studio condotto da Mauri Lab, il primo laboratorio-osservatorio che per mesi ha eseguito un monitoraggio su un migliaio di testate internazionali di design, e cibo e su 2.500 siti e blog, nonché ha condotto interviste a psicologi, architetti, cromo e aromaterapeuti e ingegneri del suono, per capire quale fosse il novello concept della stanza più golosa della casa. E lo ha scoperto.

REMISE EN FORCE – È così che i due grandi trend dell’enogastronomia e del benessere, in questi ultimi anni sotto i riflettori dei media, si incontrano e si fanno cosa sola proprio nell’angolo più amato della casa. Quello dove si prepara il caffè della mattina. Quello che è fucina di profumi e di sapori oltre che umori. Quello che deve divenire una vera oasi dove rimettersi in forma (oltre che in forza). Ecco allora che il semplice spadellare arriva a coinvolgere tutti i sensi, con la complicità di colori, luci, ordine degli spazi, materiali, e aromi. E il cucinare sublima in una parentesi appagante per sé e per la propria creatività, oltreché un momento di massima convivialità. Insomma, un’esperienza sinestesica, capace di interessare il gusto, con la preparazione di piatti che allietano il palato e rispettano la ; l’olfatto, facendo attenzione ai profumi delle pietanze e a quelli delle essenze che ingentiliscono l’ambiente; la vista, grazie all’utilizzo di determinate cromie, arredi e illuminazioni; il tatto, con la scelta di oggetti, piatti, bicchieri e posate in empatia con il proprio modo di essere; e l’udito, badando al rumore di macchinari e utensili, che non deve mai irritare e far star male. Insomma, tutto deve concorrere all’equilibrio psicofisico. Come in una vera spa.

MEGLIO IL NATURALE – C’è chi ama il rosso e chi il blu. Chi il verde e chi il giallo. La scelta dei colori in cucina è molto soggettiva, così come quella di mobili ed elettrodomestici. Anche se lo stile naturale è sempre il più geniale e congeniale. Soprattutto per quel che concerne la realizzazione dei piatti. Tanto che il Premio Mauri Wellness Cucina 2008 è andato allo stellato Pietro Leemann del Joia di , grazie alla sua idea totalizzante di cucina, che trascende il preparare per diventare filosofia di vita. Una ricerca della felicità, che per Leemann si sostanzia nella creazione di ricette semplici e naturali, che molto riveriscono verdure, cereali, latticini e pesce. E che fanno tanto bene al cuore e alla mente.

PENTOLE PURE – E per cucinare senza e senza grassi? Ci sono le pentole tedesche Berndes, belle, solide e soprattutto antiaderenti, con ben tre strati di rivestimento. Nove i pezzi totali della linea b. pure, fra cui casseruole, tegami, padelle fonde e bistecchiere, con manici termoisolanti in acciaio inox per una presa sicura e coperchi trasparenti. Che non servono solo per mantenere il calore ma, a seconda di come si girano, trasformano il recipiente in scolapasta o contenitore per la cottura al vapore (in vendita nei migliori negozi di casalinghi e liste nozze; prezzi da 80 a 130 euro).


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