Milano Strade Aperte: il piano di ripartenza

Milano Strade Aperte è il piano di ripartenza della città post lockdown. Una proposta di 35 chilometri di piste per pedoni e per ciclisti trasformate nel corso dell’estate. Il piano potrebbe cominciare da un tratto di Corso Buenos Aires. L’attivista lo promuove sui Social

Milano Strade Aperte ha fatto il giro del mondo e l’ambientalista Greta Thunberg ne ha scritto, in un tweet, riportando la notizia pubblicata su The Guardian. L’attivista svedese si riferisce al piano straordinario per la ciclabilità che la città vuole mettere in campo. “Milano sta introducendo uno dei piani più ambiziosi in Europa per riallocare lo spazio stradale dalle macchine alla ciclabilità e al camminare, in risposta alla crisi del “.

Il Comune dunque, con il piano Milano Strade Aperte, propone la realizzazione di 35 chilometri di strade della città che saranno modificate a partire da maggio e nel corso dell’estate. Si prevedono piste ciclabili temporanee, marciapiedi, strade prioritarie per pedoni e ciclisti. Limiti di velocità non superiori ai 30 chilometri orari.


“Dobbiamo immaginare una Milano diversa”

Un progetto che sarebbe testato, inizialmente, lungo un tratto di 8 chilometri di Corso Buenos Aires. “Abbiamo lavorato per anni per ridurre l’uso dell’auto. Se tutti guidano un’auto, non c’è spazio per le persone, non c’è spazio per muoversi. Certo, vogliamo che l’economia riparta, ma pensiamo che dovremmo farlo su una base diversa da prima. Dobbiamo immaginare Milano in una maniera diversa“, così dichiara Marco Granelli, vice sindaco di Milano e assessore alla Mobilità e ai lavori pubblici, e riporta il Corriere della Sera.

In attesa di vedere questa proposta come approvata e concreta, si aggiunge, anche, l’ipotesi del contingentamento degli ingressi in metropolitana e la presenza cerchi disegnati sui pavimenti di metro e tram per assicurare il distanziamento. Il tutto per favorire un processo di mobilità dolce, già anticipata da .

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