La ristorazione scrive al Governo: ecco gli 8 punti essenziali per la Fase 2

Appello al Governo firmato da 26 associazioni dell’hospitality in vista della Fase 2 All’esecutivo si chiede di intervenire su 8 punti ritenuti cruciali per permettere una reale ripresa delle attività

La tanto discussa, attesa e (per alcuni) temuta Fase 2 si annuncia particolarmente complicata per il mondo della ristorazione Un settore messo a dura prova dalla pandemia e sottoposto a un lockdown che, giorno dopo giorno, il futuro di molte attività. Con l’inevitabile rischio di perdere migliaia di posti di lavoro.

Per favorire la ripresa del settore pianificandola su basi concrete e sicure, 26 diverse associazioni di categoria hanno congiuntamente inviato un appello al Governo Una lettera contenente 8 richieste a partire dalle quali si potranno poi porre le fondamenta per una ripartenza sostenibile e fattibile. L’appello costituisce la voce di realtà che rappresentano 34 mila associati tra cuochi, ristoratori, pizzaioli, pasticceri, panificatoricioccolatieri, gelatieri e responsabili di sala.

Tra le richieste più impellenti: cancellare o sospendere alcune tasse, così come agevolare il credito di impresa

Il primo punto riguarda la possibilità di cancellare delle imposte nazionali e (es: Tari e Imu), ma anche di concedere agli addetti al settore della ristorazione la rateizzazione dei pagamenti Ires, Irap in scadenza a giugno.

Chiesto poi il riconoscimento della cassa integrazione straordinaria per i dipendenti. L’ammortizzatore sociale dovrebbe essere avviato dalla data del 23 febbraio scorso fino al 31 dicembre prossimo.

Le associazioni di categoria chiedono anche la sospensione dei leasing, mutui e noleggio operativo fino al 31 dicembre dell’anno in corso.

All’esecutivo è stata anche formulata l’esigenza di intervenire per armonizzare le regole che gestiscono l’accesso al credito, così come di chiarire e definire il credito d’imposta al 60% per gli esercenti fino a fine anno.

Il settore dell’ospitalità con il suo appello ha avanzato la necessità di ridurre le tasse sulle risorse umane in organico, degli oneri contributivi e assistenziali, nonché dei benefits Anche in questo caso, la richiesta sulla questione fiscale prevede possa essere applicata fino al 31 dicembre.

Richiesto l’asporto per tutti e sostegno economico contro il ‘buco’ economico del

Altro punto in evidenza nella lettera inviata al Governo, la questione dell’asporto: le associazioni del fuori casa desiderano vivamente fare in modo che questo servizio sia concesso a tutto il comparto.

Infine, considerando l’impatto del Covid sul fatturato delle realtà operanti nel fuori casa, le associazioni sottolineano un ricorso vitale a misure di sostegno a fondo perduto. L’obiettivo è l’erogazione di una somma necessaria a coprire una parte delle perdite d’incasso. In quest’ottica, si parla del 10% giro di affari calcolato sullo stesso periodo di riferimento registrate nelle fase di totale chiusura dell’attività.

L’ppello è stato firmato da: Adg, Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto; Aig, Associazione Italiana Gelatieri; Ampi, Accademia Maestri Pasticceri Italiani; Apar, Associazione Provinciale Pasticceri Artigiani Reggini; Apci, Associazione Professionale Cuochi Italiani; Apga, Associazione Pasticceri Gelatieri Artigiani; Apn, Associazione Pizzaiuoli Napoletani; Apt, Associazione Pizza Tramonti; Associazione Ristoranti Follonica; CHIC, Charming Italian Chef; Cibo di Mezzo; Compagnia Gelatieri; Conpait, Confederazione Pasticceri italiani; Conpait Gelato; Consorzio Parma Quality Restaurants; Eppci, Eccellenza Professionale Pasticceria Cioccolateria Italiana; Fic, Federazione Italiana Cuochi; Gelatieri per il Gelato; Imprendisud Gruppo Ristorazione; Jre, Jeunes Restaurateurs Italia; Le Soste di Ulisse; Ri.Un., Ristoratori Uniti; Ristoranti del Buongusto; Ristoratori del Sannio e alto Casertano; Ristoratori Emilia Romagna; Unione Ristoranti del Buon Ricordo.

Leggi anche

La ‘ghost kitchen’ di Luca Guelfi
Come funziona Milano Aiuta