Chinatown

Coronavirus, ecco come Chinatown dice no al pregiudizio

A causa della Coronavirus psicosi a Chinatown gli affari sono in drastico calo e la discriminazione in aumento. Come contrastare il fenomeno? Con la corretta informazione, parola di Chef Kumalè

Anche se le notizie non sono confortanti l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affermato oggi che l’epidemia di polmonite virale da Coronavirus determinatasi in Cina “Non costituisce ancora una pandemia”. Detto questo nell’emergente quartiere cinese di Milano, Chinatown, le cose non stanno andando molto bene.

L’economia di Chinatown sta rischiando molto

La paura del contagio da 2019-nCoV sta colpendo gravemente il commercio di uno dei quartieri più dinamici e in evoluzione di Milano. La psicosi da contagio ha infatti fatto calare drasticamente gli affari. E non solo a Chinatown: le trattorie cinesi di tutta la città hanno subito un calo del 70 per cento. Per sostenere la comunità cinese nelle ultime settimane si sono moltiplicate le iniziative anti-psicosi sia del Comune di Milano sia dei privati. Questo sabato 8 febbraio, per esempio – per la serie le Colazioni del Sindaco – Beppe Sala incontrerà i cittadini del quartieri per discutere dei problemi che ci sono e delle iniziative per migliorare la vita del distretto.


Vittorio Castellani, in arte Chef Kumalè è l’artefice di questa iniziativa a sostegno della comunità cinese di Sarpi

Chef Kumalè organizza un foodotour gratuito a sostegno della comunità cinese

Tante le persone impegnate a cercare di allontanare l’onta da untori sui cinesi di Sarpi, tra queste c’è anche Vittorio Castellani, noto come Chef Kumalè, da decenni impegnato come giornalista e comunicatore per l’integrazione razziale che, secondo lui – e anche secondo molti – parte dalla tavola. Da tre anni, infatti, Castellani organizza tour guidati alla scoperta delle delizie della cultura cinese. I suoi tour, i Wok This Way – Turisti per Casa, sono noti in città perché permettono di entrare in contatto con realtà inaccessibili e di poter assaggiare e conoscere piatti e cibi sconosciuti. Per sostenere la comunità cinese contro l’ignoranza, il pregiudiudizio e la disinformazione, Kumalè scende in “piazza” e organizza sabato 8 febbraio, Wok This Way | Fight [Ignorance] Virus, un foodtour gratuito nel quartiere cinese a dimostrazione che non è con il cibo che avviene la trasmissione del virus e che non esiste nessun pericolo reale a cenare una sera in una locanda cinese. Ecco cosa ci ha raccontato Castellani.

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Le lanterne di una trattoria ramen in via Canonica. Foto Elisabetta Pina

Lotta al pregiudizio e alla disinformazione

Chef, che cosa sta accadendo a Chinatown?
Una vera e propria psicosi. Dal Capodanno cinese annullato in poi, sono all’ordine del giorno gli episodi di razzismo e pregiudizio nei confronti dei cinesi di Sarpi. È la cronaca a dirlo, dall’insulto alla bastonata, sono ormai trattati quasi come dei lebbrosi e vittime di una campagna mediatica allarmista. I ristoratori cinesi sono preoccupati e vogliono fare qualcosa per reagire. In questo tour è mia intenzione mostrare almeno un po’ della vasta cultura gastronomica cinese e far capire che non è possibile in alcun modo contrarre il virus attraverso il cibo.

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Le lanterne affisse per il Capodanno Cinese 2020 ancora non festeggiato. Foto Elisabetta Pina

Come si possono contrastare questi pregiudizi?
Con una corretta informazione e non accontentandosi dei titoli sensazionalistici dei media. il mio foodtour è un piccolo contributo per favorire la circolazione di informazioni corrette. Solo così possiamo allontanare la paura e le fake news.

Come si fa a partecipare al foodtour in Chinatown?
È semplice: mandando una mail a chef@kumale.net o chiamando il 335 6647579. Sarà un tour con degustazioni gratuite tra leccornie cinesi, dai ravioli ai baozi, sarò il vostro pifferaio magico! Dopo questo tour, il calendario degli incontri prosegue con diverse date. Seguite la pagina Facebook Turisti per Casa & Wok this Way per essere aggiornati sulle attività.

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