Adotta una mucca a distanza per sostenere la crisi da Coronavirus

Per mantenere vivo un territorio ricco di tradizione ma che richiede continui sacrifici e dedizione massima“. Adotta una mucca a distanza è l’inizia che spopola sul web della cooperativa Peralba di Costalta, nel bellunese. Un boom di richieste per aiutare la piccola impresa e ricevere a casa latte, burro e formaggi

Adotta una mucca, a distanza s’intende, ha già raccolto migliaia di richieste. Tanto da dover sospendere la richiesta di adozioni almeno per questi ultimi giorni del mese di maggio, per poi riprenderli non appena le mucche riprodurranno ancora. Si tratta di un’iniziativa che ha letteralmente spopolato in rete, in pochissimo tempo diventata virale e ricercatissima. Blume, Perla, Irene, Paolina, Luna, Stella, Rumba, ogni mucca ha il suo profilo, con tanto di foto, direttamente dalla loro stalla. Aspettano che qualcuno le adotti. Ora sono nella stalla, appunto, ma presto, con la prima transumanza dell’anno, si recheranno negli alpeggi ad alta quota.

Come si adotta una mucca a distanza

Andiamo con ordine. Adotta una mucca a distanza è l’iniziativa lanciata dalla cooperativa Peralba di Costalta, comune di San Pietro di Cadore, in provincia di Belluno. Un’idea per far fronte alla crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria di questo periodo. Ciascun utente interessato, dunque, può collegarsi sul sito della cooperativa e “scegliere” la propria mucca, adottandola a distanza. Selezionando, anche, il periodo di tempo dell’adozione (un mese, tre o sei mesi, un anno). Il cliente riceverà così, direttamente a casa, latte, burro, formaggi, prodotti proprio con il latte della mucca adottata.  Per ogni mucca il cliente riceve un attestato di adozione e tutte le informazioni necessarie. L’età, i dati anagrafici la foto, i movimenti della mucca. Quando è al pascolo, quando è in malga (in una delle malghe della Val Visdende) e così via. Con l’arrivo dell’estate poi si potrà conoscere la mucca adottata, personalmente.


Adottare una Mucca di Costalta – dicono gli organizzatori – significa supportare noi allevatori nella gestione delle stesse. Oramai sono sempre più rare le aziende agricole che allevano un numero limitato di mucche. I costi da sostenere, i sacrifici da fare ripagano sempre e se non vogliamo veder scomparire queste piccole realtà dobbiamo farci sentire. Nasce così, dal nostro gruppo di Allevatori, l’idea di dare in adozione i nostri animali. Un motivo per farci conoscere, far conoscere le loro esigenze e sopratutto far conoscere cosa possiamo produrre con il loro latte“. Qui per saperne di più.

 

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