A Milano ventotto Pietre d’Inciampo in ricordo delle vittime dei lager nazisti

A Milano ventotto nuove pietre d’inciampo in ricordo delle vittime dei lager nazisti. La posa è prevista il 15 e il 17 gennaio. Novanta in tutta la città i sampietrini dedicati a chi non è tornato dai campi di concentramento e sterminio

Sono ventotto le nuove Pietre d’Inciampo in memoria di altrettante vittime milanesi dei campi di concentramento. Sampietrini, piccoli blocchi quadrati ricoperti d’ottone che ne ricordano il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo della morte. In totale a Milano sono novanta e questi ultimi si posano mercoledì 15 e venerdì 17 gennaio in 21 vie cittadine. Strade della città che si trovano in corrispondenza delle abitazioni dei deportati nei lager che non hanno fatto ritorno alle loro case.

L’iniziativa è stata presentata pubblicamente dall’Aula consiliare a Palazzo Marino in presenza del presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé, della senatrice a vita Liliana Segre e dell Presidente del Comitato Pietre d’Inciampo Marco Steiner.


Le dichiarazioni

Il presidente del Consiglio comunale Bertolé. “La posa di nuove Pietre d’inciampo nella nostra città è un’occasione per rinnovare il nostro impegno per ricordare. Lo faremo coinvolgendo i più giovani, cercando di contrastare ogni tentativo negazionista o di ridimensionamento dell’atrocità di quanto è accaduto e le grandi responsabilità che hanno reso possibile quella tragedia. Ricordare è ancora più importante oggi di fronte al risveglio in Europa, e non solo, di idee, movimenti e nostalgie pericolose”.

Il presidente Marco Steiner. “Ogni singola pietra rappresenta un monito affinché ciò che è accaduto non si ripeta mai più. Il Comitato per le Pietre d’Inciampo è cosciente che non potrà arrivare a commemorare tutti i cittadini milanesi caduti. L’impegno è rivolto soprattutto a quelle vittime che non hanno più nessuno che le ricordi”.

Le Pietre d’Inciampo in Europa

Presenti dal 1990, oggi in Europa si contano oltre 75mila Pietre d’Inciampo. In totale, si trovano in 26 Paesi:. SI tratta dunque di un monumento diffuso, nato per intuizione dell’artista berlinese Gunter Demnig e cresciuto anche grazie al passaparola come reazione ad ogni forma di negazionismo e di oblio. Per ricordare le vittime indipendentemente dal motivo della persecuzione: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali.