Il Presidente della Triennale Stefano Boeri

Stefano Boeri social: in streaming, i racconti del tempo ritrovato

Il mondo dell’arte ai tempi del fa resistenza in rete. Musei e pinacoteche organizzano tour virtuali che permettono di viaggiare restando a casa, e di conoscere meglio i protagonisti della cultura e dell’architettura. Così anche il presidente della Triennale si racconta sui social

Stefano Boeri social. In questi giorni difficili in cui, per contrastare l’emergenza Coronavirus, dobbiamo limitare gli spostamenti fuori casa al minimo indispensabile, la cultura ci viene in soccorso. Così la lettura di un buon libro, ad esempio, piò farci sentire un po’ meno soli e annoiati. A maggior ragione, se a consigliarci virtualmente titoli e autori o a svelarci le proprie letture è un intellettuale come Stefano Boeri. Il presidente della Triennale ha scelto, infatti, la rete e i social per leggere e commentare pagine tratte dai libri che più hanno segnato la sua vita. Così dalla sua pagina di Facebook e Instagram, racconta in i libri preferiti. Sperando, così, che “questo modo di scambiarsi idee e pensieri si diffonda. E possa diventare un’occasione per tutti per ritrovare il proprio tempo interiore. Un #temporitrovato” fa sapere Boeri dalla sua pagina di FB.

I social ai tempi del Covid-19 sono più che mai importante strumento-ponte, il mezzo in grado di farci sentire effettivamente tutti più vicini l’uno all’altro nonostante le distanze forzate. E sono anche il mezzo scelto dalle istituzioni culturali per mantenere vivo il rapporto con il pubblico, permettendogli di non rinunciare almeno virtualmente ad entrare nelle stanze dell’arte.


Omaggio a Vittorio Gregotti

E ancora, è servendosi dei social che Stefano Boeri ha reso omaggio a Vittorio Gregotti (1927-2020), uno dei più grandi protagonisti dell’architettura del Novecento appena venuto a mancare, vittima del Coronavirus. Tra i suoi progetti più importanti, si ricorda il nuovo quartiere Bicocca di Milano con la sede dell’Università e il Teatro degli Arcimboldi; il quartiere Zen a Palermo e il Centro Culturale di Belem a Lisbona.

Il suo archivio è stato donato nel 2013 al Comune di Milano ed è conservato nella Sala Sforzesca del Castello. Comprende la documentazione relativa a progetti che hanno fatto la storia dell’architettura e dell’urbanistica moderna, in Italia e nel mondo. Oltre ai già citati, include fra gli altri i progetti per il Quartiere per abitazione a Venezia Cannaregio; il teatro di Aix-en-Provence, e la nuova città di Pujiangi in Cina.

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