Raffaello Sanzio, il genio del Rinascimento a 500 anni dalla morte

Nel cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio, il Ministero per i beni e le attività culturali celebra il più importante pittore del Rinascimento attraverso una serie di iniziative accessibili online. Da oggi ha reso disponibile sul suo canale Youtube il video racconto di oltre un’ora Raffaello 1520-2020

Il 6 aprile 1520 si spegneva a Roma Raffaello Sanzio, il ‘divin pittore’ genio del Rinascimento. Aveva 37 anni, compiuti nello stesso giorno della morte. Era infatti nato il 6 aprile 1483 (il Vasari riferisce però che nacque il 28 marzo). Leggenda oppure no, la perdita del grande pittore rinascimentale sgomentò la corte pontificia (il 6 aprile era pure un venerdì santo). E commosse l’intero mondo dell’, alla pari di una rockstar. Fra le opere sue maggiori ci ha lasciato il dipinto Lo sposalizio della Vergine, capolavoro del 1504 custodito alla Pinacoteca di Brera. E poi la serie di ritratti, tra cui quelli di Papa Giulio II e Leone X sono i più noti, e delle Madonne con Bambino, il tema più ricorrente della sua produzione.

La grandezza del maestro urbinate e della sua opera è ora al centro del programma di iniziative che, in tutta Italia, ne celebra il cinquecentenario della morte. Celebrazioni che per ora si svolgono solo virtualmente, a causa dell’emergenza Coronavirus. Ma che sono comunque di importante valore e fascino.


Raffaello 1520-2020

Le celebrazioni sono così ufficialmente iniziate lunedì 6 aprile, con la deposizione di un mazzo di rose rosse sulla tomba di Raffaello. È situata, su disposizione del maestro stesso, al Pantheon. Ed è poi proseguita con la premiere in streaming sul canale Youtube del Mibact del video documentario Raffaello 1520-2020. Da non perdere, perché si tratta di un appassionante racconto fatto da studiosi ed esperti dell’artista. In particolare sul suo rapporto con l’amore, tema al centro della sua opera. E della sua vita. Era infatti un libertino che, secondo leggenda, morì a seguito di una notte brava. Il pittore e storico dell’arte Giorgio Vasari (1511-1574) nei suoi scritti mette in forte risalto la vita amorosa di Raffaello.

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