Palazzo Ducale: su Youtube Mibact la reggia dei Gonzaga

In ambito delle iniziative La cultura non si ferma il Ministero per i beni e per le attività culturali rende disponibile online un bellissimo viaggio virtuale alla scoperta di Palazzo Ducale, a Mantova

Il Palazzo Ducale di Mantova è una città nella città, tra piazza Sordello e il Lago Inferiore. Copre una superficie di 35mila metri quadrati, dedicati a un complesso di cortili e giardini pensili, palazzi, chiese, porticati e a un labirinto di oltre mille stanze. Oltre la possente cinta muraria d’epoca tardomedievale, che dà sulla piazza principale, si apre così una delle regge più grandi d’Europa. Il Palazzo è stata la residenza dei Gonzaga dal 1328 al 1707 e custodisce un patrimonio di tesori artistici di straordinario valore e bellezza. Solo per citarne alcuni, la Camera degli Sposi con l’affresco del Mantegna, l’Appartamento degli Arazzi, il Cortile della Cavallerizza, richiamano visitatori da tutto il mondo. Con l’iniziativa che il Mibact lancia in ambito della campagna #iorestoacasa per l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ora è possibile visitare Palazzo Ducale online.

La cultura non si ferma

Sul canale YouTube il Ministero per i beni e per le attività culturali rende disponibile un suggestivo racconto per immagini del Palazzo che fu residenza dei Gonzaga. La reggia si presenta in tutta la sua magnificenza. Il video conduce dentro la Sala dei Fiumi. E in quella di Manto, in cui è raffigurata la Leggenda della fondazione di Mantova, opera attribuita a Lorenzo Costa. Si percorre poi il corridoio dei Fauni per arrivare, infine, nell’appartamento e nella grotta di Isabella d’Este e nella Scalcheria, dove si possono ammirare affreschi con scene di caccia. E, ancora, nelle Sale del Nettuno, dello Zodiaco e degli Arcieri con la Pala della SS Trinità di Paul Rubens.


In questo periodo in cui i luoghi della cultura sono chiusi a causa dell’emergenza , il Mibact porta l’ nelle case. Rende inoltre accessibili al pubblico il dietro le quinte dei beni culturali, attraverso il sito Mibact e i propri profili social Facebook, Instagram e Twitter.

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