Picasso Metamorfosi, Palazzo Reale

Le Metamorfosi di Picasso in mostra a Palazzo Reale

Picasso e Milano. Un legame profondo che la città omaggia con una mostra a Palazzo Reale. Il genio spagnolo nella sua casa italiana, dove sessantacinque anni fa portò per la prima volta la sua Guernica

Il Minotauro, fauni e i miti dell’antichità scorrono nella mostra in corso a Palazzo Reale Picasso Metamorfosi fino al 17 febbraio 2019. Viaggio nel laboratorio creativo del genio di Malaga. Alla scoperta delle sue fonti di ispirazione, tra miti e arte classica.

Picasso e Milano

Palazzo Reale è da sempre la casa italiana di Picasso. È proprio nella sala bombardata delle Cariatidi che nel 1953 fu esposta per la prima volta nel nostro paese Guernica. Un evento culturale di portata eccezionale del Dopoguerra e un autentico regalo che Picasso fece a Milano. Il genio di Malaga curò personalmente l’installazione delle oltre 320 opere della mostra che fu vista da 200mila visitatori.

Mezzo secolo dopo quella data, nel 2001, quattro giorni dopo l’attentato alle Twin Towers, Palazzo Reale dedicò a Picasso una grande mostra antologica. Organizzata con la collaborazione degli eredi dell’artista spagnolo, attrasse 450mila persone. A conferma dello speciale rapporto tra il maestro e Milano.

Legame che ha trovato continuità nella rassegna monografica del 2012, sempre a Palazzo Reale, Picasso Capolavori del Museo Nazionale di Parigi. L’antologica documentava in un grande excursus cronologico la varietà di tecniche e mezzi espressivi che caratterizzarono la produzione di Picasso, e fu vista da 560mila persone. Numeri da record che la nuova mostra Picasso Metamorfosi, in corso a Palazzo Reale fino al 17 febbraio 2019, tenta di ripetere.

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Metamorfosi: la mostra a Palazzo Reale

Il nuovo allestimento a Palazzo Reale Picasso Metamorfosi presenta al pubblico un approfondimento inedito, sul rapporto maniacale dell’artista spagnolo con la mitologia e con l’arte classica. Curata da Pascale Picard, direttrice dei Musei Civici di Avignone, raccoglie 200 capolavori fra opere di Picasso e pezzi d’arte antica, tra mondo greco-romano, etrusco e iberico. Che immergono in un continuo affascinane confronto tra testimonianze dell’antico e reinterpretazioni del genio picassiano.

Sarebbe interessante fissare in modo fotografico non gli stati di un dipinto, ma le sue metamorfosi per scoprire su quale strada in cervello si incammina verso la concretizzazione del suo sogno (cit. Picasso)

Le sei sezioni del percorso espositivo, grazie a prestigiosi prestiti provenienti dai più importanti musei nazionali e internazionali, accosta l’opera di Picasso a quelle dell’arte antica. Consentendo di scoprire fonti di ispirazione, matrici visive e iconografiche. Il progetto fa parte dell’imponente rassegna europea triennale Picasso-Méditerranée promossa dal Musée Picasso di Parigi, della quale Mondo Mostre Skira cura la tappa milanese. Dal museo parigino arriva la maggior parte delle opere esposte, insieme ai prestiti delle altre istituzioni Louvre, Centre Pompidou, Musée de l’Orangerie. Ancora i Musei Vaticani e di Picasso di Antibes e Barcellona, il museo Archeologico di Napoli.

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Nelle stanze del mito

Ecco allora nella prima sezione Mitologia del Bacio, declinato in tutte le sue manifestazioni amorose, carnali, passionali, erotiche, esposte le varie versioni de Il bacio che Picasso realizzò. A fare da contrappunto, terrecotte greche e opere emblematiche di Ingres (Paolo e Francesca) e Rodin (Il bacio). Il mito di Arianna, emblema dell’amore tradito, tra Minotauro e Fauno è al centro della seconda sezione. Con opere dalla celebre Arianna addormentata del Vaticano agli olii Nudo disteso (1932) ai disegni a penna e inchiostro tra cui Baccanale (1955). Il Louvre, che Picasso frequentava regolarmente per trarre ispirazione, accomuna le successive due sezioni. Vi si trovano opere come La fonte (1921), ispirata a una personificazione del Nilo, Tre donne alla fonte (1921), ispirato da una pittura di un vaso greco, Nudo seduto su fondo verde (1946) richiamo al’arte greca cicladica. La ceramica e la scultura in ferro saldato La donna in giardino (1932), introduzione alle Metamorfosi di Ovidio, illustrate da Picasso, sono infine al centro delle ultime rispettive due sezioni Antropologia dell’antico e L’antichità delle metamorfosi.

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La mostra si presenta dunque come uno straordinario viaggio all’interno del laboratorio di un artista, guidati dalle fonti antiche che he hanno ispirato l’opera. E che svelano i meccanismi di una singolare produzione artistica.

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