Kennedy Yanko: Because it’s in my blood, omaggio a Bette Davis

Presso la Galleria Poggiali (Foro Buonaparte 52) è di scena il newyorchese Kennedy Yanko con Because it’s in my blood. L’artista del rame dimostra lo spirito sovversivo del metallo affilato e omaggia Bette Davis

Il potere del rame, lo spirito sovversivo del rame affilato, l’ambiguità percettiva della fragile pelle dalle tinte forti monocrome. Dal 24 settembre al 20 novembre, la Galleria Poggiali a Milano presenta Because it’s in my blood, prima personale in Italia dell’artista newyorchese Kennedy Yanko.

Because it’s in my blood, è un omaggio a Betty Davis. Il titolo è preso in prestito dalla canzone F.U.N.K contenuta nell’album Nasty Gal del 1975. Simbolo di una generazione ed esempio di emancipazione sia per le donne sia per la comunità afroamericana, Betty Davis, attraverso la sua musica, esprime la volontà di non dare per scontate le regole imposte da una società basata su principi ingiusti. Grida la sua indipendenza e rigetta tutte le regole alle quali, al tempo, e forse ancora oggi, la nostra società si aspetta che una donna afroamericana si attenga. Ora ritorna più attuale che mai la necessità di essere liberi, di esprimere sé stessi senza censure. Censurare qualcosa solo perché non si è in grado di comprenderlo significa privarsi, sia individualmente sia collettivamente, di crescita, turbamento e messa in discussione.


Questo il messaggio che vuole ricordare anche Kennedy Yanko in mostra nella galleria milanese. Si possono ammirare sette nuove produzioni, frutto di una ricerca che l’artista porta avanti dal 2017, tutte realizzate in bronzo e pelle dipinta. Un corpus di lavori realizzati in rame di riuso e pelle verniciata a tinte monocroma. Le opere nascono da un processo mentale, l’impiego materiali di recupero, che portano con sé il proprio vissuto, consente nel loro riutilizzo, una nuova vita.

Per Kennedy Yanko è fondamentale porre lo spettatore davanti al non ovvio. Farlo ragionare su come noi tutti abbiamo un’idea predefinita di qualsiasi cosa. Davanti a un’opera d’arte pensiamo di aver già capito tutto, mentre in realtà abbiamo solamente grattato la sua superficie. Il metallo fa pensare subito all’industria, alla tecnologia. Per quest’artista non c’è niente di più lontano. Il rame è un’entità vivente, con una sua anima e una sua storia.

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