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Milano da camminare: urban walking nella città (sempre più verde) del futuro

Milano da camminare e da scoprire: gli architetti progettano la città del futuro, con relativi spazi verdi da percorrere a piedi

Tu chiamalo se vuoi urban walking, la camminata nel verde ma in centro città. A Milano, naturalmente. Per mettere in sintonia movimento, tempo e salute (camminare fa bene, si sa) e per mettersi in sintonia con la città, per riappropriarsene, per conoscerla perché Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c’è bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni (Giovanni Verga).

La Milano da camminare – ma continuiamo pure a restare sul pezzo e a parlare del fenomeno urban walking – è un capitolo tutto da leggere (come con un libro, in una pausa durante una camminata, seduti su una panchina al parco). È un fenomeno da scoprire e che sarà sempre più presente in futuro. Si cammina tra il verde di Milano – ci sono più di sei chilometri verdi da QT8 alla Triennale, tre ore circa di camminata, per fare un esempio – e tra i progetti degli architetti legati alla città che hanno fatto, fanno e faranno del capoluogo lombardo una metropoli sempre più internazionale, anche per i suoi percorsi green. Sempre più da camminare, insomma.

Urban walking, per scoprire la città
Urban walking, per scoprire la città

Kipar al Sole 24 Ore: il percorso da QT8 alla Triennale

Il nostro viaggio, rigorosamente a piedi, per la Milano da camminare e del futuro (troverete qualche curiosità anche sulla Milano del passato, che potrete rivendervi, per fare bella figura), comincia al fianco di Andreas Kipar, architetto tedesco in Italia dal 1984, fondatore di Green City Italia, l’associazione che promuove una nuova idea di spazio verde pubblico e privato secondo un modello urban-green, sostenibile e in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini. 

Con il suo studio (che si chiama, non a caso, Land) ha lavorato alla rinascita di Porta Nuova e del Parco Portello a Milano e sta disegnando il parco che verrà nell’ambito del progetto di Lendlease per l’area Expo. Lo spunto del nostro approfondimento arriva dalle sue dichiarazioni a Il Sole 24 Ore: “Camminare nel verde permette di ritrovare la permeabilità e la continuità dei centri urbani e di scoprire quanto di rustico è rimasto tra torri e grattacieli“.

Da QT8 alla Triennale, si scriveva. Un percorso verde con un inizio e una fine non casuali: QT8, Quartiere Triennale 8, otto come l’ottava edizione della manifestazione indetta dal Palazzo dell’Arte e dell’architettura di Milano, quartiere, invece, come il risultato di un lavoro collettivo di importanti architetti subito dopo la seconda guerra mondiale per far nascere un esempio di vivibilità urbana. Una zona che ha riservato molta attenzione agli spazi verdi, dalla realizzazione dei primi campi da gioco per ragazzi al parco alle aree verdi condominiali.

Da qui si prosegue verso il Monte Stella, la “montagnetta di San Siro”, parco dedicato alla moglie di Piero Bottoni, anche lui architetto, tra gli artefici di QT8. Con i suoi dislivelli è la meta ideale non solo per chi vuole vivere la Milano da camminare, ma anche da correre e da allenarsi: podisti, corridori, ciclisti frequentano quotidianamente la collina e forse nemmeno loro sanno che negli anni Ottanta a Monte Stella si sciava, addirittura qui si disputarono gare di slalom parallelo, ovviamente con la neve artificiale.

Dal Giardino dei Giusti, a Monte Stella, si nota il World Joint Center di Portello, Parco Vittoria, Casa Milan. Tornando a Kipar: “Siamo a metà strada tra centro e area Expo e stiamo lavorando per realizzare una strada verde che unisca i due estremi“.

Dal Portello fino alla discesa verso il ponte della Ghisolfa che, sostiene l’architetto tedesco, “Domani potrebbe essere la High Line di Milano, sul modello di New York“. Una linea verde che potrebbe raggiungere City Life. Si può fare anche ora, certo, ma il sogno è di raggiungere Tre Torri quasi A piedi nudi nel parco.

Da piazza Elsa Morante, poi, il percorso green prosegue fino a piazzale Giulio Cesare, dal Giardino Valentino Bompiani fino alla Cascina Nascosta: di verde in verde si arriva a Parco Sempione e quindi alla Triennale. Per sdraiarsi all’ombra degli alberi del parco. 

Vista dell area San Cristoforo e della Corte Verde di Stefano Boeri Architetti Arassociati
Vista dell’area San Cristoforo e della Corte Verde di Stefano Boeri Architetti Arassociati

La corte verde dell’architetto Stefano Boeri

La Milano da camminare – e che verrà – ci porta a scoprire anche un nuovo volto della città non distante da Zona Tortona ma distante da quella patina così cool e internazionale che, per la moda o per il design, caratterizza l’area in questione. 

Sarà Stefano Boeri, l’architetto del Bosco Verticale, a progettare la riqualificazione di via San Cristoforo a Milano, sul Naviglio Grande, stabilendo una continuità tra la zona di Tortona-Porta Genova e l’area residenziale e turistica proprio del Naviglio. “Uno spazio verde – dichiara lo stesso Boeri – che collega due parti di città oggi separate, il nostro progetto per San Cristoforo è un omaggio a Milano“. Il nostro approfondimento.

Il fiume verde di Stefano Boeri

A proposito di architetti, idee per la testa per cambiare la città, spazi verdi e Milano da camminare, è sempre di Stefano Boeri l’idea di Un fiume verde per Milano. Un progetto di riforestazione urbana proposto da Stefano Boeri Architetti insieme a un team multidisciplinare che, spiega Boeri “Mira a realizzare sul 90% dei sette scali di Milano un sistema continuo di parchi, boschi, oasi, frutteti e giardini a uso pubblico legati tra loro dai corridoi verdi e ciclabili realizzati sulle fasce di rispetto dei binari ferroviari”.

Il fiume verde, progetto di Stefano Boeri
Il fiume verde, progetto di Stefano Boeri, foto credits: stefanoboeriarchitetti.net

Architetture, luoghi pubblici e torri metropolitane verdi, il paradiso di ogni urban walker, un fiume verde che vuole attraversare ad anello il corpo urbano di Milano, un enorme progetto di riqualificazione e rigenerazione, tra i più grandi in Europa. Ed è così che lo scalo Farini potrebbe ospitare una superficie verde di 550.000 mq, lo scalo di Porta Romana diventare un Arboretum di 170.000 mq, un grande inventario a cielo aperto delle specie vegetali lombarde.

E poi frutteti antichi a Rogoredo, nuovi orti urbani a Porta Genova e così via. Tutti spazi in cui si potrà camminare. In cui ci si potrà stupire, in cui si potrà notare una Milano sempre più come New York. Come on, come through, Milano, Milano.