Leonardo al Castello: nella Sala delle Asse, all’ombra del Moro

Leonardo da Vinci realizzò la Sala delle Asse del Castello Sforzesco per Ludovico il Moro. Dopo i recenti lavori di restauro e in occasione del cinquecentenario della morte del maestro toscano viene eccezionalmente aperta al pubblico, fino al 12 gennaio 2020

Resterà aperta al pubblico fino al 12 gennaio 2020 la Sala delle Asse, il più importante ambiente del Castello Sforzesco. Leonardo da Vinci la decorò nel 1498 per Ludovico il Moro, poco dopo aver terminato il Cenacolo. La sala è stata riaperta, dopo sei anni di restauri, in occasione del cinquecentenario della morte del maestro toscano. L’evento fa parte, anzi è il cuore del palinsesto Milano Leonardo 500.

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La Sala delle Asse, perché si chiama così

Il nome Sala delle Asse deriva dall’interpretazione da parte del primo restauratore del Castello Sforzesco, l’architetto Luca Beltrami, di un documento del 1498. In cui il segretario di Ludovico Maria Sforza detto il Moro, Gualtiero da Bascapè, comunica al duca che presto sarebbero state rimosse le assi di legno che rivestivano la Sala per permettere a Leonardo da Vinci di lavorarci. Era il salone di rappresentanza dove Ludovico il Moro riceveva gli ospiti più prestigiosi. Dopo l’intervento del maestro toscano, la sala si chiamò Camera dei Moroni, cioè camera dei gelsi. Leonardo la decorò, infatti, con una pergola di gelsi, in latino morus. L’albero al tempo era sinonimo di ricchezza perché impiegato nella florida industria della seta. Gli ultimi restauri hanno riportato alla luce i disegni originali e l’intonaco di fine Quattrocento.

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Sotto l’ombra del Moro

La Sala delle Asse si trova al piano terra della torre di nord-ovest del Castello Sforzesco. Il suo primo ritrovamento si deve all’architetto Luca Beltrami incaricato, a fine Ottocento, del progetto di restauro dell’ex dimora signorile. Sotto diversi strati di calce bianca (lo scialbo), con l’aiuto dello storico tedesco Paul Mueller Walde trovò la decorazione di Leonardo. Il momento più importante del restauro è però della metà degli anni Cinquanta, quando fu cioè ritrovato il cosiddetto Monocromo, il disegno raffigurante una grande radice che spacca la roccia. Gli studi e i lavori compiti negli ultimi sei anni hanno poi portato alla luce un paesaggio intero, costituito da un pergolato di diciotto gelsi progettato da Leonardo come un gigantesco trompe l’oeil.

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Leonardo mai visto

La riapertura straordinaria al pubblico della Sala delle Asse rappresenta il cuore del palinsesto Milano Leonardo 500. Ma c’è di più. Al Castello, il programma di iniziative Leonardo mai visto presenta un percorso espositivo in tre tappe. Che va dalla Sala con le scoperte degli ultimi restauri all’installazione multimediale Sotto l’ombra del Moro. La Sala delle Asse. Quest’ultima, curata da Francesca Tasso e Michela Palazzo e realizzata da Culturanuova, guida i visitatori nella lettura integrale dello spazio. Nella Sala dei Ducali, poi, si possono ammirare i disegni legati al tema della natura raffigurata dal maestro toscano nella sala di rappresentanza di Ludovico il Moro. Nella Sala delle Armi, infine, un video multimediale ricostruisce la Milano di Leonardo da Vinci.

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Dove
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Il Castello Sforzesco è uno dei principali monumenti simbolo di Milano, sede espositiva con capolavori di Leonardo e Michelangelo