Uno scatto di Paula Bronstein del suo lavoro sull'esodo dei Rohingya

Il potere delle immagini al Festival della Fotografia Etica di Lodi 2018

Conoscere il mondo, tra bellezza e bruttezza, con i reportage più intensi della nona edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi: la kermesse che risveglia le coscienze

Siete mai stati al Festival della Fotografia Etica di Lodi? No? Male. Scherzi a parte, è uno degli appuntamenti più interessanti in Italia del fotogiornalismo. La piccola cittadina lombarda per un mese, segnatevi – dal 6 al 28 ottobre – diventa la capitale delle fotografia. È la nona edizione e ogni anno cresce e contribuisce a smuovere le coscienze su molti temi. Sì, perché ci sono immagini che possono dare fastidio o farci distogliere lo sguardo, ma se si ha il coraggio di guardare e di osservare, allora qualcosa dentro di noi (e fuori) può cambiare. Ecco allora qualche anticipazione dei protagonisti di quest’anno, ovvero i vincitori del World Report Award 2018. Quest’anno le candidature sono state 900, da fotografi di 50 nazionalità diverse, rappresentando tutti i continenti. 

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I lavori del vincitori del World Report Award 2018

La giuria composta da Alberto Prina e Aldo Mendichi, organizzatori del Festival, Sarah Leen, Direttore della Fotografia per National Geographic, Francis Kohn, Presidente del World Press Photo 2016 e Caroline Hunter, picture editor per The Guardian Weekend, ha premiato per la sezione MastePaula Bronstein, per il suo reportage Stateless, Stranded And Unwanted: The Rohingya Crisis, un potentissimo lavoro sull’esodo forzato dalla Birmania al Bangladesh di 700mila persone appartenenti alla minoranza etnica di origine islamica Rohingya. 

Tommaso Protti per la sezione Spot Light con il reportage Terra Vermelha, che documenta la crescente crisi sociale nella regione brasiliana dell’Amazzonia negli stati di Pará, Rondonia e Roraima. Nella Foresta Pluviale dell’Amazzonia, considerata il polmone verde della Terra, oggi in realtà c’è solo una gigantesca favela di rifiuti.

Per la terza sezione Short Story, Camillo Pasquarelli che ha colpito per il delicato reportage The Valley Of Shadows: al confine tra India e Pakistan, nella Valle del Kashmir, migliaia di ragazzini sono diventati ciechi perché colpiti da proiettili di gomma per non far valicare loro i confini.

Tra i più giovani, per la sezione Student, la tedesca Nanna Heitmann si è distinta per il reportage Gone From The Window – The End Of An Era, sulla fine dell’estrazione del carbone in Germania. E ancora per la categoria Single Shot, i tre vincitori Laurence Geai, Giles Clarke e Bente Marei Stachowske; infine la sezione No Profit, che ha deciso di premiare gli enti CARE HARBOR con il reportage Caring For The Invisible Of Los Angeles, AVSI Foundation con il reportage Mwavita – Born In A Time Of War e il Water Grabbing Observatory con il reportage And I Will Make The Rivers Dry