Pinacoteca di Brera, Caffe Fernanda

Caffè Fernanda: in Brera, l’aperitivo è in Pinacoteca

Il nuovo salotto dei milanesi si chiama Caffè Fernanda. Elegante e arredato con opere d’arte, è il primo bar della Pinacoteca di Brera, aperto a conclusione dei lavori di restyling delle 38 sale espositive. Il nome è un omaggio a Fernanda Wittgens

Da oggi, l’aperitivo più arty a Milano è nel cuore artistico per eccellenza della città, alla Pinacoteca di Brera. Ha inaugurato infatti Caffè Fernanda, la prima caffetteria del museo. Si trova al primo piano, negli spazi un tempo occupati dal bookshop. Il nome del bar è un omaggio alla storica direttrice Fernanda Wittgens, prima donna in Italia a ricoprire un ruolo istituzionale di tale importanza. Nel 1950 aprì il museo dopo le devastazioni della guerra.

Il locale è piccolo e accogliente, dall’atmosfera bohémien con tavolini dorati e poltroncine rosa cipria, pavimenti di marmo e un bellissimo bancone bar con esposti dolci, brioche e pasticcini. La bottigliera è sovrastata da un grande quadro e le pareti blu riprendono il colore delle nuove sale espositive della Pinacoteca oggi rinate dopo il riallestimento.

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L’inaugurazione del Caffè Fernanda è avvenuta a conclusione del restyling della galleria nazionale d’arte antica e moderna di Brera. Dopo tre anni di lavoro, tutte le 38 sale espositive, comprese le ultime due dedicate all’Ottocento, sono tornate a nuova vita. Presentando una nuova disposizione dei dipinti, nuovi colori alle pareti e nuove didascalie.

È il primo riallestimento in 40 anni di tutte le sale della Pinacoteca” ha dichiarato il direttore anglo canadese Bradburne. “Gli allestimenti ora seguono una nuova coerenza di percorso e di illuminotecnica, per una fruizione più facile da parte del visitatore”.

Con la sua nuova veste, che la rende più aperta alla città, la Pinacoteca di Brera oggi non ha più niente da invidiare alle grandi istituzioni museali internazionali. E l’inaugurazione del Caffè Fernanda ne è un chiaro segnale. Per la prima volta dall’apertura, nel 1950 grazie a Fernanda Wittgens, al termine del percorso espositivo il pubblico potrà sedersi ai tavolini della caffetteria per un caffè o un aperitivo. In tutto relax e respirando, letteralmente, arte e storia.

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