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Un museo vincente

Mentre l’ADI assegna un nuovo Compasso d’Oro a Torino, nominata quest’anno capitale mondiale del Design, la Triennale di Milano ospita il Premio Mies Van der Rohe in una mostra di progetti che rinnova l’interesse dell’istituzione artistico-cultural cittadina rispetto all’Architettura.

IL VECCHIO VAN E LA SUA MUSAC – Il nome di Van der Rohe non ha bisogno di spiegazioni, ma il premio a lui intitolato forse sì. Tale onorificenza è assegnata nell’ambito dell’architettura europrea ed ha alle spalle tre edizioni biennali, volute dalla fondazione spagnola che porta il nome del designer tedesco. Tra i progetti selezionati nei mesi scorsi da una giuria internazionale (ma continentale) non ne erano presenti di italiani e alla fine l’ha spuntata proprio una realtà spagnola: il MUSAC, cioè il Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León. Trattasi della città capoluogo dell’omonima provincia situata nella regione nord-occidentale della Spagna, fondata dagli antichi romani. Il museo in questione è stato inaugurato nel 2005 e il disegno vincente è stato pensato dallo studio Mansilla + Tuñón, che ha voluto caratterizzare l’edificio con vetrate colorate legate alla cattedrale della città, quindi coniugando la struttura moderna alla storia e al tessuto di León.

UN PREMIO CONTEMPORANEO – Quel che ha convinto i giurati però, oltre a questo dettaglio è stata la versatilità dell’edificio: la sua è una struttura a scacchiera e le sue sale e stanze sono state realizzate in modo da poter ospitare mostre e percorsi artistici diversi contemporaneamente, ciascuna con le proprie peculiarità, senza perdere la continuità spaziale necessaria a non far sentire il visitatore perso in un dedalo. Inoltre la compresenza di spazi e colori diversi vorrebbe ricalcare l’eterogenità della realtà del nostro tempo, con le tante razze e culture che in ogni città si incontrano conservando la propria personalità. Le motivazioni sono più che ragionate e lodevoli, non resta che osservare in Triennale i progetti (esposti fino a fine agosto) e dire la propria.