6th

Ottobre

Tamara de Lempicka

SIGNIFICATO DELLA RETROSPETTIVA – Entrare nelle stanze di Palazzo Reale, circondati dalle tele di Tamara de Lempicka (Varsavia 1898 – Cuernavaca 1980), è un po’ come immergersi in sfilate anni ’20-’30. Sfilano donne dalle forme palstiche ben tornite, molte mascoline e poco gentili, altre di una graziosa triste imperturbabilità. Tra loro fanno capolino alcuni ritratti di uomini esili e effeminati, tra l’austero e il tenebroso. Questa grande retrospettiva sull’artista polacca ha un particolare significato perché proprio a Milano, nella galleria del conte Emanuele Castelbarco, Bottega di Poesia, nel 1925 si tenne la sua prima mostra personale.

FOLLE VITA INIMITABILE – Pittrice cosmopolita e icona dell’Art Déco, le immagini di Tamara sono diventate il simbolo di un’epoca, “i folli” anni Venti e Trenta di cui è la più brillante interprete, introducendo nei suoi dipinti i simboli della modernità e rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva. Considerando la vita come un’opera d’arte e sostenuta da una volontà ferrea di affermazione, Tamara coltiva il suo talento artistico, ma anche costruisce accuratamente la propria immagine di donna elegante e sofisticata, divenendo presto protagonista stravagante della mondanità europea. In lei si scatenano passioni sopite e le sue opere acquistano una forza dirompente che sfonda la tela con la pesantezza sostenuta dei corpi. Una vita inimitabile la sua, come quella di Frida Kahlo o di Modigliani, segnata da eccessi e vizi, da follia, depressioni e lampi di genio creativo. In Tamara si fondono la forma ed il colore del Rinascimento italiano e l’immediatezza delle pubblicità Déco. Le imponenti donne della Lempicka si potrebbero forse trovare a ben conversare con le colossali figure della Caduta dei Giganti del pittore rinascimentale Giulio Romano, attivo a Mantova.

REGINA DEL BIZZARRO – Dal 5 ottobre 2006 al 15 febbraio 2007, la mostra milanese ripercorre la vita dell’affascinante artista polacca che visse in Russia, a Parigi, in Italia, negli Stati Uniti, per poi passare gli ultimi anni in Messico. Una vasta scelta di opere pittoriche, disegni, documenti, fotografie vengono ricreati l’atmosfera del tempo, i grandi eventi storici, ma anche le tendenze dell’arte a lei contemporanea. 12 le sezioni: Una polacca da San Pietroburgo a Parigi, A scuola da Lhote, Pontormo e Ingres, La prima personale: Milano 1925, Da Catelbarco a D’annunzio, Perocrsi paralleli: i “neoclassici” italiani, Il “perverso” stile Lempicka, Un’artista “alla moda”, La “charmante” Tamara, stella di Parigi, L’atelier di rue Méchain: una grigia modernità, “Una depressione da artista”, “L’esotica” Tamara negli Statai uniti, “La regina del bizzarro”. Burrascose relazioni e interesse per il lussoso mondo della moda, occhi persi in un oltre invisibile, donne forti e statuarie, ma anche un’umanità non più vincente, stravolta dalla vita… tutto questo è Tamara, icona del Déco.

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