Nei Palchi della Scala

Il Teatro Lirico di Milano rinasce, dedicato a Gaber

Parlare del Teatro Lirico è come parlare di un pezzo della mia vita

Così afferma l’attrice Valentina Cortese a proposito del Teatro Lirico di Milano, rimasto chiuso e abbandonato per troppo tempo (14 anni) e adesso, finalmente, pronto a rinascere.

Il progetto del restauro del Teatro di via Larga, infatti, è stato presentato dalle autorità con molte piacevoli sorprese.


Una su tutte? Sarà dedicato al grande , artista che davvero ha reso preziosa Milano con la sua arte e la sua vita.

Grandi nomi e grandi progetti

Un luogo dove sono passati i migliori registi del mondo – continua la Cortese – con le loro memorabili regie. Le loro voci e quelle dei loro attori, vivi o non più vivi non importa, sono ancora lì a chiedere di continuare a tenere in vita questo spazio“. Tra questi, Strehler, Bergman, Chereau e Bob Wilson.

Oggi, questo fratello minore del che ha visto alternarsi tanti protagonisti, potrà essere restituito alla città. Il tempo di aggiudicare il bando internazionale per la gestione e aspettare poi i 600 giorni di lavoro previsti per la realizzazione. I posti a sedere, tra palchi e platea, saranno 1500 e il palco di 400 metri quadrati, tra le linee architettoniche originali, pavimento in legno, gesso dorato, velluto alle pareti.

Tra le novità, al secondo piano, un bar-ristorante (il primo in Italia all’interno di un teatro) avvolto da una parete di vetro scuro che permette di spiare palco e platea.

Nonsolomoda

Multidisciplinare, internazionale e altamente all’avanguardia, lo spazio storico di via Larga si presta a diventare un luogo aperto a tutte le arti e ai diversi linguaggi. Insomma, solo buone notizie. In previsione di a Milano tutto (o quasi) parla di teatro.

Spazi storici che sembravano perduti e che finalmente riaprono, fermate metropolitane che affiancano il loro nome a quello del teatro di riferimento, come vuole la recente iniziativa di Palazzo Marino (a questo proposito la fermata Lima diventerà Lima – ).

La capitale di moda e design finalmente si distingue anche per i suoi tanti, storici, importanti palcoscenici. Ben venga tutto questo in previsione dell’Expo e della stragrande ondata internazionale prevista a Milano. Sosteneva il maestro , recentemente scomparso: “La cultura è un bene comune primario come l’acqua, i teatri, le biblioteche, i cinema sono come tanti acquedotti“. Ecco, appunto. Che questa sete rimanga anche a cose finite.