Emanuele Misuraca- BOSCO DI ROGOREDO_foto di Marco Pieri

Piano City Milano, i numeri dell’edizione 2019

Si è conclusa Piano City 2019, una delle edizioni più seguite di sempre, nonostante la pioggia. Milano è diventata una grande sala da concerto per un intero weekend dai numeri altissimi

Si è conclusa con una straordinaria partecipazione l’ottava edizione del festival di pianoforte Piano City Milano 2019. Un’edizione dai grandi numeri. Nonostante la pioggia che ha incessantemente colpito la città, la manifestazione ha registrato un grande afflusso di pubblico in tutti i suoi eventi, con oltre 50 ore di musica e 450 concerti gratuiti.

PianoCity non è solo un bellissimo festival musicale – dichiara l’assessore alla cultura Filippo Del Corno. Continua – è uno strumento per leggere e accompagnare positivamente la trasformazione culturale e sociale dei quartieri di Milano. I pianoforti, i musicisti e gli ascoltatori presenti per condividere una preziosa esperienza musicale, dal boschetto di Rogoredo alle fabbriche antiche di NoLo, dalle torri del Gratosoglio alla chiesa di Baggio, dal mercato del Corvetto al Refettorio di Greco, sono il simbolo migliore per indicare la direzione del cambiamento che sta coinvolgendo l’intero spazio urbano della città“.


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Il successo di Piano City Milano, festival dai grandi numeri

Il Main Stage del Piano Center della GAM è stato protagonista dei concerti principali, tra i quali quello di inaugurazione di venerdì 17 maggio con il pianista islandese Ólafur Arnalds. L’artista si è esibito davanti al parco della GAM gremito di persone, nonostante le condizioni meteorologiche. Con la complicità della pioggia, la musica di Arnalds ha creato un’atmosfera evocativa della sua terra.

Anche la serata di sabato, con le esibizioni di Henri Herbert, Alan Clark, Christian Sands e Davide Booosta Dileo, ha registrato una buona affluenza di pubblico, che non si è scoraggiato neanche per la serata di chiusura di domenica. Sul Main Stage si sono susseguiti Ramon Valle, Pablo Ruben Maldonado, Rami Khalife e infine Danilo Rea, che ha chiuso il festival con un omaggio a Fabrizio De André.

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Il concerto al Boschetto di Rogoredo: missione compiuta

Sotto i riflettori per la sua importanza sociale, il concerto al Boschetto di Rogoredo nel pomeriggio di domenica, con protagonista il pianista Emanuele Misuraca. Più di 200 persone sono accorse all’evento più significativo del festival e sotto la pioggia hanno assistito all’esibizione avvenuta anche grazie al sostegno di Furcht e Kawai. Piano City Milano, con i suoi numeri dell’edizione 2019, ha contribuito a raccontare l’importante attività volta a sottrarre all’illegalità questo importante spazio verde milanese, un intenso lavoro di istituzioni, autorità e associazioni.

Tra gli altri appuntamenti più importanti e di successo: i concerti di venerdì 17 nella Casa Circondariale San Vittore di Simona Quatrana ed Ettore Bove. Le due albe, quella di sabato con Alessandra Stréliski alla Palazzina Liberty e quella di domenica con Francesco Taskayali all’Ippodromo di San Siro. Il concerto di Ginevra Costantini Negri presso il Refettorio Ambrosiano di domenica mattina e l’esibizione di Dardust a Gratosoglio al tramonto.

Tutta la città è stata invasa da pianoforti, dal centro alla periferia, dalle case e i cortili privati ai grandi spazi pubblici. Piano Tandem e Piano Risciò hanno contribuito a spargere le note di Piano City Milano tra le vie della città, che ha accolto anche quest’anno, da fedelissima, un festival che ormai è entrato nei cuori dei cittadini milanesi. Appuntamento all’anno prossimo con la nona edizione.

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