Parte retrostante dell'ampliamento delle Officine ICO realizzato tra il 1939 e il 1947, www.storiaolivetti.it - Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea - Italy

Ivrea, la ex Silicon Valley italiana nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO

Ivrea, città industriale del XX secolo è stata dichiarata Patrimonio Mondiale UNESCO. È il 54esimo sito italiano inserito nella prestigiosa Lista 

Ivrea, la città ideale della rivoluzione industriale del Novecento, è il 54esimo sito UNESCO italiano. Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti, nata e sviluppata dal movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo”.

È quanto dichiarato dal Ministro dei beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, nell’apprendere dell’iscrizione di Ivrea Città Industriale del XX Secolo nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La decisione è avvenuta durante i lavori del 42° Comitato del Patrimonio Mondiale che si sta svolgendo a Manama in Bahrein dal 24 giugno al 4 luglio.

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Fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, Ivrea è un progetto industriale e socio-culturale del XX secolo. Rappresenta un esempio distintivo della sperimentazione di idee sociali e architettoniche sui processi industriali e un’esperienza innovativa di produzione industriale di livello mondiale che guarda in special modo al benessere delle comunità locali.

La maggior parte dello sviluppo di Ivrea avvenne nel periodo degli anni ’30 e ’60 sotto la direzione di Adriano Olivetti, periodo in cui l’azienda produceva macchine per scrivere, calcolatrici meccaniche e computer. Alcuni dei più noti architetti e urbanisti italiani di quel periodo progettarono la città, con edifici per produzione, amministrazione, servizi sociali e usi residenziali. Il centro industriale piemontese rappresenta quindi un significativo esempio delle teorie dello sviluppo urbano e dell’architettura del XX secolo in risposta alle trasformazioni industriali e sociali, inclusa la transizione dalle industrie meccaniche a quelle digitali. L’area industriale include gli edifici della produzione, gli uffici, i servizi (asilo nido, mensa, servizi sociali), le residenze.

La candidatura, presentata all’UNESCO a gennaio 2017, è stata sottoposta al processo di valutazione da parte degli Organismi consultivi dell’UNESCO, durato un anno e mezzo. Gli esiti della valutazione sono stati presentati al 42° Comitato del Patrimonio Mondiale, che ne ha deciso l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale.

La candidatura è promossa dal Comune di Ivrea e dalla Fondazione Adriano Olivetti, insieme alla Fondazione Guelpa, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Banchette è coordinata dal Segretariato Generale – Ufficio UNESCO del MiBACT, e si è avvalsa della collaborazione del contributo di diverse istituzioni ed esperti del mondo scientifico e culturale.