14th

Luglio

Tiziano Orecchio

Dopo diversi singoli e un’importante presenza a Sanremo 2006 fra le nuove proposte con il brano Preda innocente, Tiziano Orecchio, 29 anni, pubblica il suo primo e omonimo album (Hitland/Self). Il disco contiene undici canzoni che coniugano la musicalità del pop ai ritmi incalzanti della bossanova, influenzate da atmosfere eleganti e sonorità jazz.

Ci parli del tuo album?
“Racconta quello che sono, nella vita quotidiana, parla di lavoro, d’amore e mi è piaciuto tanto partecipare alla scrittura dei testi, comporre mi fa sentire libero. Quanto alla musica, è un mix di pop italiano, black jazz e bossa nova. Questi generi ti consentono di avere un’espressione vocale “molto larga”.

Sei siciliano, ma hai scelto di vivere a Roma, come mai?
“Roma caput mundi! E’ una città ricca d’arte, trovo tanti punti d’ispirazione, e come se qui riuscissi concretizzare i miei spazi mentali”.

Come nascono le tue canzoni?
“Non seguo una specifica regola di scrittura, soprattutto quando so che dietro non c’è un discorso commerciale. Scrivo ovunque, in macchina, a casa, e al supermercato mi sono pure registrato, perchè non avevo carta e penna! Sento che i testi sono dentro di me, devono essere solo partoriti al momento giusto”.

Uno dei tuoi brani, Iaro (Si futtiu la mè vespa), è in dialetto, cosa ci dici?
“E’ stata una scelta nata casualmemte, il risultato è stato molto divertente, sono fiero delle mie origini ed è bello esprimerle”.

Hitland si occupa sopratutto di artisti dj, house music, ma il tuo è un album pop.
“Nessun problema, anzi è un vantaggio, non dobbiamo stare con la preoccupazione di quanto venderà il disco, speriamo solo che arrivi un po’ in tutti i negozi!”

Come e che ti tipo di musica ascolti?
“Amo Steve Wonder e tutto il suo genere. Ma mi piace anche conoscere tutte le nuove realtà emergenti. Se seguo un artista in particolare, preferisco l’ascolto dell’intero album, altrimenti mi concedo alle selezioni del mio I-pod. Inoltre, se sento un brano e voglio approfondire compro il disco, diciamo che adotto la tecnica del “preascolto”.

Cosa ricordi della tua esperienza a Sanremo?
“Positiva, ma Sanremo è molto “rischioso”. E’ un rischio perchè ti aspetti tutto e niente, magari vinci, sei in alto nelle classifiche e poi rimani solo un ricordo. Per la carriera di un cantante può essere un punto di partenza, un passaggio o la fine…”

Nutri qualche timore, come vedi il futuro?
“Ho paura dell’arte in generale, perchè sta diventando esageratamente di nicchia, e io voglio vivere di questo mestiere. Ho paura delle major, dei distributori, delle scelte dei produttori: un giorno sei una stella, l’altro rischi di finire nel baratro”.

Che valore dai a Internet?
“E’ molto importante, per socializzare, farsi conoscere, scambiare opinioni con chi fa parte del tuo stesso mondo”.

Come vedi Milano?
“Bella città, immensa, molto attenta. Dopo alcune serate a Roma e in Sicilia, probabilmente a settembre ci vedremo”.

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