Bagni Vecchi di Bormio

Non lontano da Milano, un tuffo rigenerante nelle storiche acque termali degli antichi romani

UN TUFFO NELLA STORIA - A poco più di due ore di strada da Milano, dove un tempo si rifugiavano gli antichi Romani in villeggiatura, per rigenerare anima e corpo, circondati da alti monti ai piedi dello Stelvio, sorge ora il complesso termale di Bormio, che si divide in Bagni Nuovi e Bagni Vecchi. Proprio le grotte di questi ultimi ospitarono i nostri avi, che scoprirono i benefici delle acque sorgive di quelle rocce. Chissà di quali segreti politici antichi sono custodi quelle caverne?! Oggi sono divenute un prezioso luogo turistico, ma soprattutto fonte di relax e di cure, poichè le sue acque sgorgano ad una temperatura di circa 38 - 43 gradi. Una stele votiva, probabilmente etrusca, datata tra il V e il I secolo a.C., raffigura una divinità delle acque con un tridente sormontato da un pesce e attesta l'antico utilizzo di queste terme. Nella Naturalis Historia, Plinio parla di molte sorgenti nascenti dalle Alpi, stupefacenti per il loro calore, ed esse sono state identificate con quelle di Bormio. Cassiodoro, ministro del Regno dei Goti in Italia, dà testimonianza delle virtù terapeutiche delle "aquae Burmiae" in una sua lettera del 535-6 d.C. all'Imperatore Teodato. In base a tali notizie e alla particolare conformazione topografica del luogo si pensa che presso i Bagni Romani, dove ora c'è la chiesa di S. Martino, sorgesse un tempio per il dio delle acque Apollo o Bormo. In epoca medioevale, accanto alla chiesa vi erano delle case di monaci che gestivano uno xenodochio, l' "hospitium balneorum" degli antichi documenti. Vi erano fortificazioni e un castello, che furono distrutti nel 1201 in seguito alla pace con Como e in seguito riedificati. A quell'epoca risalgono i bagni superiori costruiti per sfruttare anche le acque della sorgente più alta, là dove oggi si trovano i Bagni Medioevali. Già nel 1300 i Bagni attiravano numerosi visitatori, fra cui pure Leonardo da Vinci, che vi soggiornò nel 1493, facendone menzione nel Codice Atlantico, scrivendo "In cima alla Valtellina c'è Burmi. A Burmi sono i Bagni." E tre anni dopo giunse il Duca di Milano Ludovico il Moro. Nel '500 gli Statuti di Bormio testimoniano l'esistenza di due strutture balneari: quello di sopra, i Bagni Medioevali, riservato alle donne e quello di sotto, i Bagni Romani, dedicato agli uomini. Le terme divennero particolarmente note, grazie al transito di viandanti e di merci per il Tirolo e la Svizzera attraverso lo Stelvio e l'Umbrail. Nel 1590 vi soggiornarono la Serenissima Arciduchessa d'Austria e il marito l'Arciduca Ferdinando che prediligeva la grotta dello stillicidio. Anche nel '600 ai Bagni arrivarono duchesse, matrone e nobilissime dame, mentre il secolo successivo fu meno felice. Durante l'Impero Austro-Ungarico la costruzione della strada carrozzabile dello Stelvio agevolò i collegamenti con il Nord delle Alpi, riaprendo i Bagni di Bormio al mercato turistico termale internazionale. La fortuna dei Bagni Vecchi proseguì anche nel corso del Regno d'Italia, tanto che nel 1913 venne costruito l'albergo Belvedere in stile Liberty.

PERCORSO PURIFICATORIO NATURALE - Nel corso del 1800 l'albergo fu ampliato e vennero realizzate nuove piscine con cascate d'acqua, i Bagni Imperiali, e la Grotta Sudatoria di San Martino, struttura unica al mondo, che penetra nella montagna per oltre 50 metri. sino alla sorgente dove l'acqua sgorga dalla viva roccia ad oltre 40°C. Entrarvi è un vero e proprio percorso purificatorio naturale, lungo due gallerie, tra i vapori profumati, con soste presso i catini di legno che raccolgono acqua ghiacciata per rinfrescarsi. Nella grotta si incontrano tutti gli ambienti propri delle Terme Romane, ma il percorso viene tradizionalmente proposto come un viaggio dantesco nell'aldilà: dalle temperature ideali del Paradiso, al caldo del Purgatorio, alla calura dell'Inferno. I Bagni Medievali sono realizzati nella parte più antica della Fortezza medioevale: quattro proposte diverse, tra loro sinergiche, che esaltano le peculiarità delle acque termali ricche di sali minerali e sulfobatteri, dalla sauna nella stua biologica alle saune secche con differenti temperature e vista panoramica. In armonia con il paesaggio vi porterà l'esperienza nella piscina termale all'aperto, per stuzzicare brividi invernali a fior di pelle e trovare protezione nelle dolci acque che vi avvolgeranno col loro intenso calore. Accanto alla piscina il sole vi accarezzerà nel solarium dove si incontra una grande vasca in legno, completamente ristrutturata, che sino a fine '800 era la dotazione del Bagno dell'Arciduchessa, una costruzione posta nel prato sopra i Bagni Romani e ora distrutta. Nei Bagni Imperiali si trova il Bagno delle donne, una passeggiata su ciottoli nell'acqua, per un massaggio plantare che favorisce la circolazione corporea. Sino a fine '800 la piscinetta era riservata alle sole donne, in quanto la morale del tempo non consentiva a persone di sesso diverso di fare il bagno nella stessa vasca. E tra un trattamento e l'altro, oppure alla fine, perchè non concedersi un poì di riposo in una delle sei sale relax, fra cromo e aromaterapia, pensando agli odorosi e colorati boschi della Valtellina? Uscirete dalle Terme con una stupenda sensazione di morbidezza!