Vezzoso Lazio

Un goloso itinerario nella Valle del Turano, lungo la Strada del Tartufo e della Castagna

Selvaggia. Sinuosa. Smeraldina. Reatina. L'Alta Sabina svela il suo lato misterioso e fascinoso: la Valle del Turano, correndo lungo la Strada del Tartufo e della Castagna e inanellando silenziosi sentieri che salgono e scendono, che s'innalzano al cielo e si tuffano nel blu lacustre. Un percorso prezioso, che si snoda fra graziosi paesini e antichi borghi, fra rocche e castelli. Avvolti da una natura incontaminata. E inaspettata.

ORI DI TERRA - Fuori dagli schemi. Fuori dal rumore. Fuori dal mondo. E dentro a un silenzio di profumi vestito. L'itinerario che segue il corso del fiume Turano, facendo tappa sull'omonimo lago (creato grazie a una diga alta 70 metri), è un'esperienza da vivere lentamente, guardandosi intorno. E scoprendo una landa virtuosa di castagni, cerri, carpini, faggi, salici e bianchi pioppi, che condividono l'habitat con ginepri e ginestre, genziane e gerani, nonché orchidee e rose canine. Un'oasi di Lazio dove crescono un re e una regina: il tartufo e la castagna, fratelli-gioielli della terra. Ecco allora il fungo ipogeo nascere spontaneamente oppure venire coltivato nelle apposite tartufaie, per poi essere utilizzato in cucina durante tutto l'anno, declinato in scorzone, uncinato e bianco e nero pregiato. Ma ecco anche lei, la bella col riccio, dimorare fra i boschi nei dintorni di Collegiove e finire a tavola, sublimata nelle zuppe, bollita con le foglie di alloro e rielaborata in ravioli dall'anima succulenta. La più diffusa? Quella Rossa del Cicolano. Seguita dal Marrone di Antrodoco.

RISALENDO IL TURANO - È uno dei Borghi più belli d'Italia, con il castello a strizzare l'occhio a Terminillo, Maiella e Gran Sasso. È Collalto Sabino, da dove poter partire per il delizioso vagabondare, ma anche dove poter soggiornare e cenare. Gli indirizzi sono quelli della Dimora Latini, palazzo d'epoca con cinque camere e tanto charme, e La Locanda del Poeta, antico casale ristrutturato che propone ricette all'insegna del bio e del creativo: carpaccio di anguilla affumicata con tartare di pomodoro e gazpacho con paccheri (verticali) ripieni di ricotta e persico reale del Turano. E poi? Si va su, verso Nespolo, per inebriarsi di un panorama che abbraccia i Monti Cervia e Navegna; e ancora verso Paganico Sabino, con la sua Gola dell'Obito (profondo canyon, un tempo teatro di un combattimento fra Mori e Saraceni) e il suo presidio appetitoso: il ristorante Lontero, sinonimo di cibi a chilometro zero. Nel senso che polli e conigli sono dell'aia, le verdure dell'orto e la pasta e i dolci sono fatti in casa. E il tartufo? C'è, eccome: sui crostoni, sulle fettuccine, sulle uova e sul persico. Come c'è, ovviamente, ad Ascrea (che aderisce alle Città del Tartufo) e a Stipes, che vanta addirittura il ristorante Il Tartufo, dove, comunque, vengono servite anche prelibate pietanze alle castagne.

OASI BLU - Si specchia nelle acque del Turano. È Castel di Tora, una chicca con rocca a picco sul lago. E con un antro gourmet da non perdere: Il Tasso, ambiente familiare e cose buone da mangiare (nella bella stagione accomodati nella terrazza sul blu): tagliolini alla trota e tartufo, dorato persico reale in pastella e filetto di trota alle erbe aromatiche in abbinata al fagiolo a pisello. Tondeggiante perla dal sapore unico. Come unici sono anche gli altri paesi della ghiotta strada: Colle di Tora, Turania, Longone Sabino, Rocca Sinibalda e Belmonte in Sabina. Il punto più a nord del gioviale viaggio.

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