Tunisia on the road

Dal souk di Tunisi ai confini con l'Algeria tra la costa dei coralli

In una biografia, Claudia Cardinale, attrice nata a Tunisi e dall'immortale carisma, viene definita "una bellezza selvaggia, dalla felinità di una gatta che non si lascia addomesticare completamente", come amava ripetere di lei Luchino Visconti. E poi ancora "il fascino di una femminilità candida e una più matura, un viso da bambina in un corpo da donna, presenza forte e al tempo stesso distanza. In lei i luoghi segreti di un pensiero magico".

Anche se il volto del cinema italiano degli anni Sessanta ha preso poi strade diverse rispetto alla sua terra d’origine, la Tunisia ha lasciato in lei una bellissima impronta selvaggia. Ed è proprio nelle parole scritte per Claudia Cardinale che si ritrova tutto il fascino di un territorio che per davvero, e per fortuna, come una gatta del porto di Bizerte, non si lascia addomesticare completamente.

Porto di Bizerte (© Andrea Dispenza)

Porto di Bizerte (© Andrea Dispenza)

on the road fino ai confini con l'algeria

La felinità della costa occidentale tunisina passa per il Lac Ichkeul e arriva proprio a Bizerte. È qui che comincia la costa del corallo, prezioso fiore animale da proteggere e che si lascia ammirare. Prosegue poi per la Krumiria, verso il confine con l'Algeria, raggiunge così Tabarka, la donna matura, con i suoi faraglioni e il forte genovese.

Continua verso Jendouba, ancora più distante, dove i luoghi segreti prendono forma. A cominciare dalle rovine dell’antica città romana di Bulla Régia. I pensieri magici sono quelli che riserva Tunisi, la capitale, dalla parte opposta, dove il cerchio si chiude tra la Medina, il Souk e lo charme dei dintorni come Sidi Bou Said.

Tunisia on the road, la costa occidentale da Tunisi a Jendouba (© Andrea Dispenza)

Tunisia on the road, la costa occidentale da Tunisi a Jendouba (© Andrea Dispenza)

dalla NATURA SELVAGGIA fino ai coralli

Gatti che non si lasciano addomesticare nemmeno dalle cento famiglie che vivono al Lac Ichkeul, a 75 chilometri da Tunisi e 25 da Bizerte. La maggior parte degli uomini alleva bovini, pecore o capre di questa mastodontica area naturale protetta. Le donne, invece, preparano e vendono per pochi dinari il Mlawi, ricetta dagli ingredienti essenziali come acqua, semola, sale e olio.

Infinito e selvaggio, con il lago e le paludi, il parco ospita 180 specie di uccelli, alcune molto rare. In questo mosaico di paesaggi, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, l’uomo sogna di volare.

Se ne stanno appollaiati tra le coloratissime barche del porto a mezzaluna, invece, i gatti di Bizerte, la più antica città della Tunisia, la più europea, la più settentrionale dell’Africa intera. I colori incontrano il profumo di un delizioso pesce appena pescato da un mare ricco di corallo.

Per questo è noto il litorale che protegge Tabarka, città costiera dove domina il forte genovese, costruito dai liguri che occuparono quella che allora era un'isola. Poco distante, le impressionanti guglie, formazioni rocciose che dal mare arrivano quasi ad un passo dal cielo.

Il cielo, il mare e il forte Genovese di Tabarka (© Andrea Dispenza)

Il cielo, il mare e il forte Genovese di Tabarka (© Andrea Dispenza)

LA COSTA NORD-OCCIDENTALE, L'altra TUNISIA

Il tragitto fino a Jendouba è quello di una Tunisia che non ti aspetti. Natura incontaminata, davvero da addomesticare ancora, di un verde perfetto che ricorda l’Umbria, le Marche, il riflesso del sole della Toscana. I gatti che miagolano per Bulla Régia (siamo a una cinquantina di chilometri circa dall’Algeria), se solo parlassero, racconterebbero intere pagine di storia.

La città romana, con i suoi resti tra anfiteatri, fori e basiliche, custodisce gelosa i mosaici ammirabili, per la maggior parte, al Museo del Bardo di Tunisi. Qui è conservata in perfetto stato la più antica collezione di arte musiva romana del mondo. Il trionfo di Nettuno, Ulisse e le Sirene, Teseo e il Minotauro, non si può far altro che sentirsi piccolissimi di fronte a tanta grandezza.

Dalla finestra del Museo del Bardo (© Andrea Dispenza)

Dalla finestra del Museo del Bardo (© Andrea Dispenza)

NEL SOUK COME NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Come Alice alla disperata ricerca del Bianconiglio, nel labirinto del Paese delle Meraviglie. Ci si sente così una volta immersi nella Medina e nel Souk di Tunisi. Adorabilmente perduti e continuamente incantati da un puzzle di colori senza fine. Sembra quasi di scorgere il Brucaliffo tra i numerosi narghilè, di intravvedere lo Stregatto disneyano tra i tanti foulard dalle stesse tinte accese.

E poi le botteghe artigianali delle scarpe o dei tradizionali cappelli, datteri, arance, spezie, essenze, saponi, profumi, portoni decorati e colorati di giallo limone, azzurro cielo, verde smeraldo. È una tavolozza impazzita, è come l’estate, l’estate che vorrei potesse non finire mai.

L'incanto di Tunisi dall'alto della Medina (© Andrea Dispenza)

L'incanto di Tunisi dall'alto della Medina (© Andrea Dispenza)

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