Sulle tracce dei cavalieri

Viaggio a Rodi, tra i colori e i profumi dell'isola consacrata al Sole

A Rodi. Per compiere un viaggio indietro nel tempo che, dalla città ellenica, conduce a quella bizantina e medievale. Per ammirare il maestoso Palazzo del Gran Maestro, il giro delle mura e gli antichi templi. Anche se in realtà Rodi è molto di più.

La carta d'identità della più grande dell'arcipelago del Dodecaneso, racconta infatti di un’isola senza eguali: baciata dal sole 300 giorni l'anno, situata in posizione strategica a ridosso delle coste anatoliche, con un terreno fertile di vini squisiti e un paesaggio onirico diviso tra mare e monti. Ecco allora che fondali cristallini fanno da contraltare a distese di sabbia finissima.

In navigazione al largo di Rodi, la più grande delle isole del Dodecanneso

In navigazione al largo di Rodi, la più grande delle isole del Dodecanneso
E scogliere dirupate e rilievi aspri come il monte Atávyros si alternano a valli incantate come quella di Petaloúdes, dove d'estate si riuniscono milioni di farfalle variopinte. Non solo. Racconta altresì di un'isola fiera di una storia lunga più di 3mila anni, dove chi è passato ha lasciato un'impronta indelebile nella geografia del paesaggio o nella trama dei villaggi, così come un ricordo prezioso nelle tradizioni popolari e una traccia eterna nella leggenda.

Segni da scoprire anche in primavera o inizio autunno, quando arrivano gli habitué per evitare folla, canicola e la forza del meltemi, il vento che d'estate sferza le coste.

UN PASSATO GLORIOSO

Secondo il mito, quando gli dèi si spartirono l'universo, non lasciarono nulla a Helios, il dio Sole che, per questo, fece emergere dal mare la favolosa isola di Rodi, da allora a lui consacrata. E in suo onore costruì la più grande statua mai costruita: il Colosso. Alto 32 metri, aveva una corona raggiata in testa e reggeva una fiaccola, faro illuminante per i naviganti.

Opera di Carete di Lindos, allievo del grande Lisippo, completato nel 290 a.C. dopo 12 anni di lavoro, il gigante di bronzo attirava visitatori da ogni parte del Mediterraneo ed era una delle sette meraviglie del mondo, prima che venne distrutto da un terremoto, settant'anni più tardi.

Con la sua splendida architettura Rodi vecchia di notte è ancor più suggestiva

Con la sua splendida architettura Rodi vecchia di notte è ancor più suggestiva
Leggenda a parte, in età ellenistica e romana, Rodi divenne un centro culturale di tale importanza da oscurare perfino Atene. Nell'antichità l'isola era suddivisa fra tre città stato di Ialissos, Kamiros e Lindos, che solo alla fine del V secolo a.C. si associarono unificando l'isola e progettandone la capitale, Rodi, nel 408. a.C. Oggi le tracce della storia portano proprio a Kamiros dove, su una terrazza naturale con vista mozzafiato, sono stati riportati alla luce il tempio di Apollo e il tempio di Atena.

Ma per carpire la grandezza dell'isola, bisogna inoltrarsi nella Città Vecchia, di origine bizantina e poi medievale. E mettersi sulle tracce dei Cavalieri Ospitalieri, un ordine di monaci guerrieri che, dopo essersi rifugiati in Palestina e a Cipro, si stabilirono qui verso la fine del XIV secolo.

PER LE STRADE DI RODI VECCHIA

Il cerchio delle mura disposte a mezzaluna attorno ai due porti racchiude il fitto reticolo della Città Vecchia, divisa tra Boúrgo e Collachium. Antica roccaforte dei Cavalieri, dichiarata patrimonio culturale mondiale dall'UNESCO, quest'ultimo si trova a nord. Vi spicca il maestoso Palazzo del Gran Maestro, centro nevralgico del quartiere dei Cavalieri costruito nel XIV secolo, da sempre simbolo dell'isola.

Distrutto da un'esplosione casuale nel 1856, nel corso della dominazione italiana degli anni Trenta, è stato restaurato e riportato all'antico splendore. Oggi, nella grande corte interna, sotto ampi portici ad archi sono state sistemate statue romane rinvenute negli scavi di Rodi e delle isole vicine, mentre all'interno sono conservati preziosi affreschi e mosaici bizantini provenienti dall'isola di Kos, oltre a capolavori di scultura greca e romana.

A sud si apre il Boúrgo, labirintico complesso urbanistico magistralmente conservato, armonico e omogeneo, con piccole piazze ombreggiate da fichi frondosi o da pergole di vite su cui si affacciano chiese o moschee. L'atmosfera è come sospesa tra passato e presente, avvolta dal color dorato del tufo che si armonizza e amalgama con il verde cupo dei fichi e dei lentischi, e con il rosso, il blu, il verde e l'ocra delle finestre e delle porte. Ma è di notte che inizia il vero spettacolo e allora il cuore antico di Rodi assume un'apparenza scenica giocata sul confondersi dell’illuminazione artificiale e della luce lunare.

Gli interni diventano cortili a patio, spazi disegnati da melograni e fichi, bouganville e clematidi. Come nel carrugio medievale di Fanouriou, dove i ciotoli sconnessi portano alla Marco Polo Mansion, maison d'hôte (le camere sono solo 9, la più suggestiva è l'Harem, la più silenziosa, la Stanza viola) punto di ritrovo di scrittori, musicisti e viaggiatori di passaggio.

Ad attirarli sono la simpatia e la forte personalità di Efi Dede, che gestisce la maison insieme al marito Spiros. Si cena nel ristorante a lume di candela, uno dei migliori sull'isola, a base di cucina greca semplice e leggera.

L'INCANTO DI LINDOS

Percorrendo il litorale, il paesaggio varia sorprendentemente dietro ad ogni curva, in ogni insenatura. Per raggiungere le spiagge meridionali remote e solitarie come Plimyri, l'itinerario conduce a Lindos, storico borgo di marinai sulla costa orientale. La vista, ancora una volta, è di quelle che non si dimenticano: l'acropoli-fortezza con le sue mura bizantine domina una cascata di case bianche affacciate su una baia cristallina.

Scorcio di Lindos, con l'acropoli-fortezza e le mura bizantine

Scorcio di Lindos, con l'acropoli-fortezza e le mura bizantine
Per arrivarci si raggiungono il celebre trireme scolpito nella viva roccia e il tempio di Atena Lindia, uno dei santuari più venerati di tutto il mondo antico. Colpisce anche l'architettura delle kapetaneika: dimore mediterranee con tetti-terrazza e scale esterne, abitazioni fortificate, giardini nascosti fra mura.

È questa fotografia l'incanto di Lindos, che nel tempo ha attirato una comunità internazionale di artisti, scrittori e rock star. Si rifugiano in luoghi come Melenos Lindos, davvero unico per location, stile e atmosfera. In tutto 12 camere, ciascuna con terrazze-salotto sulla baia, soffitti in legno affrescati, magnifico giardino mediterraneo e ristorante a picco sul mare.

Tra natura e mare, in mezz'ora d'auto da Lindos si raggiungono gli scogli di Glistra. Proseguendo fino alla punta meridionale, ecco invece Prasonisi, paradiso dei surfisti. Da qui inizia la scoperta delle spiagge appartate della costa occidentale. Arrivati a Kattavia, si devia per Pano Gialos per conquistare un rettilineo di sabbia dove in riva al mare crescono ginepri rossi giganti e gigli della sabbia.

Sotto i castelli di Monolithos e Kritinia, pinete e macchia mediterranea fanno da sipario a insenature invisibili dalla strada: qui, seduti tra spettacolari rovine, si godono insuperabili tramonti sul mare.

Dal villaggio di Lindos, la vista spazia sulla baia sottostante

Dal villaggio di Lindos, la vista spazia sulla baia sottostante