Seychelles, eden ecosostenibile

Slalom tra le incantevoli isole dell'arcipelago, immersi nella natura inviolata

Chissà cosa penserebbe oggi il francese Olivier Levasseur, meglio conosciuto come La Buse, l'avvoltoio, se sapesse che il misterioso tesoro da lui nascosto non è stato ancora trovato. Si dice che il più celebre dei pirati che tormentarono le acque seychellesi, accusato e condannato per aver "ostinatamente" commesso saccheggi e incendi, lanciò un'ultima sfida prima di morire impiccato, gettando una mappa tra la folla al grido: "Trovate il mio tesoro, se ci riuscite". Vero o presunto, l'immenso tesoro non ha smesso di essere cercato, mentre un enorme dipinto che raffigura il celebre corsaro troneggia nella sala principale del ristorante Marie Antoniette, a Mahé. Ma non è certo questo il motivo che spinge i turisti a scegliere le Seychelles per una vacanza tra sole e relax.

IDENTIKIT - Distese di sabbia bianca, baie inviolate, acque turchesi popolate da pesci multicolori, temperature mai al di sotto dei venti gradi. Nella classifica mondiale delle dream beach, le spiagge da sogno e dei sogni, le Seychelles si piazzano meritatamente nella rosa dei primissimi posti, accanto ad Andamane, Laccadive e Maldive. Ma chi pensa che si tratti semplicemente di un'oasi tropicale per soggiorni esclusivi, dovrà ricredersi. Il mare cristallino tanto amato da sportivi e sub qui non è l'unica attrazione. A rendere speciali queste 115 isole granitiche e coralline battute dagli alisei, tutte sorprendentemente diverse l'una dall'altra e in parte ancora disabitate, è la natura. In questo incontaminato angolo del Pianeta, che affiora dall'Oceano Indiano appena al di sotto della linea dell'Equatore, a nord del Madagascar, la natura domina e predomina, incontrastata, avvolgente, stupefacente, jurassica. E perfettamente protetta e conservata grazie ad uno sviluppo intelligente del turismo e alla severa politica di tutela del territorio adottata dal governo che, per salvaguardare l'inestimabile patrimonio di foreste e spiagge, ha dichiarato Parco naturale il 50 per cento dello Stato. E a ragione. Le Seychelles sono un santuario di biodiversità senza pari, da Guinness dei primati, dove alcune delle specie più rare al mondo hanno trovato il loro habitat ideale. Un luogo fuori dal tempo e rimasto inalterato nel tempo, ancora in grado di sorprendere e affascinare per la bellezza e la varietà dei suoi paesaggi, insoliti, inattesi, straordinari. A cominciare dalle gigantesche rocce granitiche che orlano la costa, uniche al mondo.


 
UN PO' DI STORIA - I primi ad avvistarle, verosimilmente intorno all'850, furono i navigatori arabi, che avviarono e controllarono per diversi secoli le prime basi di quel commercio che in seguito coinvolse Africa, Europa e India. Nelle seconda metà del Quattrocento, all'epoca delle grandi scoperte geografiche, furono i portoghesi a veleggiare e imperversare nell'Oceano Indiano al grido "per Cristo e per le spezie", il motto coniato da Vasco de Gama. Ai lusitani seguirono i francesi con la loro Compagnie des Indes, fondata a metà Seicento per colonizzare le numerose isole di questo oceano. Insieme a olandesi e inglesi, erano diventati protagonisti degli scambi commerciali tra America, Europa e Asia, sostituendosi ai portoghesi nel controllo del commercio con l'Oriente. Quasi un secolo più tardi entrarono in scena pirati e filibustieri che, in virtù della posizione appartata dell'arcipelago rispetto alle rotte oceaniche, scelsero le Seychelles come luogo di rifugio e di ristoro. Presto l'Oceano Indiano divenne un vero e proprio tesoriere per la pirateria: navi francesi, olandesi, inglesi, lo attraversavano sempre più di frequente, stracolme di oro, spezie e pietre preziose. Dal 1811 gli inglesi spodestarono i francesi e, fra alterne vicende, vi restarono fino al 29 giugno 1976, quando le Seychelles diventarono indipendenti nell'ambito del Commonwealth. Appena un anno dopo, un colpo di Stato portò al potere France-Albert René che volle garantire un discreto tenore di vita agli 87mila abitanti. Crogiolo multietnico di razze, lingue, civiltà, la popolazione è frutto dell'incontro di schiavi africani, malgasci, francesi, indiani, cinesi, arabi, che hanno dato vita all'esuberante cultura creola. Vitale ed esplosiva come il ritmo della popolarissima segà, la danza tipica. Variegata e genuina come il gusto speziato della cucina creola, al profumo di curry, vaniglia e cannella. Autentica e spontanea come la vegetazione, primordiale e inondata dal sole, che caratterizza l'arcipelago.

UNA CORONA DI PERLE - Scogli, isole e isolotti sono distribuiti su un'area complessiva di 240mila chilometri quadrati di superficie divisa tra terra e mare. Tra le principali, Praslin, La Digue e Silhouette. Sono le Inner Island, o isole vicine: una corona di perle riunite intorno a Mahé, la più grande, lunga 27 chilometri e larga 8. L'isola è un alternarsi di foreste lussureggianti, lingue di sabbia e scenografici declivi montuosi dominati dai 905 metri di altezza del Morne Seychellois. È a Mahé che atterrano gli aerei internazionali. Ma appena arrivati (dall'Italia sono circa 9 ore di volo), il più delle volte i turisti prendono subito il largo per soggiornare o navigare intorno alle isole minori. North Island e Frégate Island Private, esclusivi rifugi ecologici, e Aride, dimora naturale di rare specie di volatili. E ancora, Curieuse, tre chilometri d'incanto disabitato, ombreggiato da alti alberi takamaka; Félicité; le rocce di Ile St. Pierre e Cousin, santuario protetto degli uccelli, proclamato dal governo Riserva naturale speciale. Più remote, Denise Island, un banco corallino coperto da un fitto bosco di palme da cocco a circa 80 chilometri a nord di Mahé e, a una novantina, Bird Island, piatta e sabbiosa. Ancora più distanti e selvagge, le cosiddette "isole lontane", suddivise in Amirantes (ne fa parte Desroches: 15 chilometri di perimetro a un’ora di volo da Mahé, cinti da ben 80 chilometri di barriera corallina), Aldabra e Farquhar. Sono luoghi unici. Aldabra, per esempio, dislocata a un migliaio di chilometri a sud-ovest da Mahé, è il più grande atollo corallino del mondo, sede di una stazione di ricerca scientifica e dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. La sua vasta laguna, già nota a Charles Darwin, è costantemente tormentata da correnti furiose e invasa da una miriade di mante, razze, barracuda e squali martello. 

PARADISI INVIOLATI - Sono luoghi intatti, fuori dalle rotte battute dal turismo di massa, per la maggior parte investiti da importanti programmi di tutela ambientale. Proteggono dall'estinzione specie endemiche, come l'uccello "Vedova" di La Digue, il timido black parrott della Valeé de Mai, l'elusivo usignolo delle Seychelles, l'enigmatico gufo di Scott. Basta alzare la testa per avvistarli in volo insieme a colombi azzurri, sterne, fregate, sule, tortore e ai tanti pipistrelli frugivori. Sono poi numerose le gigantesche tartarughe centenarie, che a decine vivono o nidificano sulle coste. La colonia più numerosa (150mila esemplari) vive ad Aldabra, ma sono tutelate anche in luoghi più vicini come North Island, che della salvaguardia della natura ha fatto un imperativo assoluto. "Brutus ha la pelle dura", spiega il direttore del North Island Lodge, unica struttura ricettiva sull’isola. "È la tartaruga più anziana, ha 150 anni, si riconosce perché ha una ferita nella corazza". In passato l'isola è stata deturpata dalla dannosa presenza di animali introdotti dagli europei e in seguito abbandonata. A vederla oggi si stenta a crederlo. Il primo pensiero che affiora alla mente osservandola mentre ci si avvicina venendo dal mare, è che il paradiso in terra esiste davvero. Davanti agli occhi appare una ghirlanda di palme folte, piante rigogliose, sabbia fine bagnata da un mare indomito. Qui proteggere, tutelare e curare l'ambiente, sono parole colme di significato e consapevolezza. Tanta bellezza è frutto del faticoso sforzo per il recupero dello stato originario del luogo, durato anni e promosso da Wilderness Safaris, compagnia per la conservazione dell’ambiente con base in Sudafrica, in collaborazione con il governo seychellese e l'Island Conservation Society. Grazie all'opera di deforestazione e derattizzazione, nel tempo le tartarughe sono tornate a nidificare, specie di uccelli ormai scomparse sono tornate spontaneamente a librarsi nel cielo sopra l'isola, piante endemiche ormai estinte hanno ricominciato a crescere. Per realizzare le undici favolose ville indipendenti (ciascuna di 400 metri quadrati, tutte con due ampie camere da letto, zona lounge, jacuzzi, il tutto riparato da una grande veranda e con giardino privato) e gli spazi comuni del lodge, non è stato tagliato nemmeno un arbusto, ma utilizzati materiali di recupero e gli alberi di takamaka ammalati e già morti. In questo vero e proprio "laboratorio naturalistico all'aperto", i pochi fortunati ospiti hanno la possibilità di partecipare ai programmi per l'ambiente, senza rinunciare ad un soggiorno cinque stelle all'insegna del motto "Any menu, any venue, any time", vale a dire, "tutto quello che vuoi, come e quando vuoi".

ILREGNO DEGLI UCCELLI - La più isolata delle isole granitiche è Frégate Private Island. Bastano 15 minuti di volo in elicottero da Mahé (56 km in tutto) per essere trasportati in un altro mondo. Frégate è un posto davvero speciale. "È un eden naturalistico dove il vero ospite è l'essere umano" racconta Marc Aeberhard, direttore della struttura. E quasi ci si sente degli intrusi in questi tre chilometri quadrati di Riserva naturale, verde di alberi del pane, takamaka, palme di cocco, maestosi banyan e ficus bengalesis, dove il tempo si è fermato a migliaia di anni fa. Millepiedi giganti attraversano i sentieri che portano alle sole 16 ville in stile coloniale presenti sull'isola (a cui si aggiunge una presidential suite). Sono immerse nel fitto della vegetazione dove nidificano enormi colonie di uccelli rari. Non si vede invece la fregata, lo scaltro uccello marino a cui l'isola deve il nome, che preferisce gli scogli disabitati. Il piano di conservazione ambientale è monitorato da un'equipe di biologi e studiosi che è riuscita a riportare alle stato primordiale quasi l'80% dell'isola, incrementato il numero di uccelli e di tartarughe, sia giganti, sia d'acqua dolce.

SILHOUETTE, PRASLIN, LA DIGUE - Si apre un altro scenario a Silhouette, decisamente più turistica sebbene vi cresca fittissima la più incantevole foresta vergine dell'Oceano Indiano. Terza in ordine di grandezza, con i 780 metri del monte Dauban è la più montuosa dopo Mahé, dalla quale dista appena 19 chilometri verso ovest. L'unico albergo dell'isola è il cinque stelle Labriz Silhouette, moderna e attrezzata struttura con 111 eleganti ville, completa di Spa olistica, del centro Dive più avanzato delle Seychelles, palestra e quattro ristoranti. Incluso il tipico Grann Kaz restaurant, ricavata da un'originale plantation house. Solo 15 minuti di volo Air Seychelles coprono la distanza (36 chilometri) tra Mahé e Praslin, seconda per grandezza (11 chilometri per 4). Una volta a terra, seguendo la litoranea si viene catapultati in un intimo microcosmo disegnato da baie riparate, enormi massi ieratici, lingue d'arenile soleggiate e minuscoli villaggi incastonati fra la vegetazione e il mare. Baie Ste. Anne, nell'omonima baia, è un quadretto di gente tranquilla e di case color pastello affacciate sul lungomare. Proprio sull'alto versante dell'isola si trova Anse Lazio, la più rinomata e turistica. È qui che, a pochi metri dal mare, seduti ai tavolini del Bonbon Plume Restaurant, si gusta la miglior zuppa locale di granchi al curry. L'attrazione maggiore è però il Parco nazionale della Vallée de Mai. Patrimonio dell'Unesco, riunisce insieme all'isola di Curieuse, le uniche palme di coco de mer esistenti, che producono spontaneamente il seme più grande e pesante del mondo (50 centimetri di lunghezza per 20 chilogrammi di peso). Si dorme al Paradise Sun Hotel, inserito in un Parco marino protetto. È il più frequentato dagli italiani: "qui si sentono come a casa, tra amici" racconta Ivan, istituzione del posto, che accoglie e intrattiene gli ospiti da vent'anni, "per questo lo preferiscono agli alberghi lussuosi: è l'atmosfera a fare la differenza". Dal ristorante sulla spiaggia, poche decine di metri più al largo, su un'isoletta intima e lussureggiante, chi preferisce privacy e isolamento può scegliere di soggiornare in una delle cinque suite firmate IGV Club, un'autentica chicca. Il breve tratto di mare che separa Praslin da La Digue è solcato dagli shooner da trasporto che, in poco più di mezz'ora, collegano Baie Ste. Anne al porticciolo di La Passe. Quarta isola per grandezza (5 chilometri per 3), è protetta dal reef e dal caos degli immensi blocchi di granito rosa disseminate lungo le spiagge deserte. Il modo migliore, e più usato, per esplorare i pochi chilometri quadrati di superficie è la bicicletta, da noleggiare appena sbarcati.

MAHE' - Prima di partire alla scoperta di questi gioielli, vale comunque la pena di fermarsi a Mahé, almeno per un po', affittare un'auto ed esplorare l'isola in lungo e in largo. Nella zona di Beau Vallon è concentrata la maggior quantità di hotel e infrastrutture turistiche. Vi sono spiagge amene ma, dopo una rapida occhiata, conviene proseguire e inerpicarsi sulle due strade che da Grand Anse a Port Glaud tagliano l'isola. Si attraversano le rigogliose foreste del Parco nazionale Morne Seychellois National Park, a nord-ovest, che si alterna a rupi di granito e roccia, regalando panorami indimenticabili. Ci si spinge fino ai promontori e le piane di Cap Malheureux e Chemin Montagne Posée, nomi evocativi che rendono giustizia alla bellezza di questi luoghi. Poco più a sud, sulla strada per Sans Souci, si riscoprono tutte le varianti aromatiche del tè, visitando l’antica fabbrica, ancora funzionante, e le piantagioni di spezie, usate in abbondanza per insaporire i piatti tipici. Curry, vaniglia, cannella, chiodi di garofano, zenzero, peperoncino, cardamomo e noce moscata. Si prosegue quindi lungo la linea delle spiagge, in totale un settantina di lingue di sabbia candida, che disegnano il litorale. Partendo da Port Launay, incluso nell’omonimo Parco nazionale marino, sino a Police Bay, estrema punta meridionale, si susseguono incantevoli arenili intervallati da falesie granitiche. Sono Grand Anse, Anse a la Mouche, Petit Anse, Baie Lazare, Anse Takamaka e Anse Intendance. Dal villaggio di Quatre Bornes inizia la discesa che conduce alla costa orientale, disseminata di baie riparate e selvagge. Anse Forbans e Anse Royale sono le bandiere di questa parte del litorale. Risalendo lungo il litorale si raggiunge Victoria, la capitale più piccola del mondo. Cuore pulsante di Mahé, centro economico e amministrativo oltre che unico porto dell'arcipelago, è affacciata su un'ampia baia a nord-est dell'isola. La cittadina è un misto d’indolenza tropicale e precisione inglese scandita, quest’ultima, dalle lancette della Clock Tower, lontana riproduzione del Big Ben di Londra. Da non mancare un giro tra le bancarelle dell'animato mercato tropicale in cui si vende un po' di tutto, dalle spezie ai souvenir. Imperdibile è infine il Parco marino nazionale di Sainte Anne, un gruppo di isolette che emergono dal mare, pochi chilometri di fronte alla capitale. Primo parco marino dell'Oceano Indiano, è controllato dai ranger del Seychelles Centre for Marine Research and Technology - Marine Park Authority, che monitorano costantemente flora e fauna locali e, naturalmente, vigilano sul comportamento dei visitatori.

LUSSUOSI RESORT - La bellezza di questi luoghi non basta a contenere il "fuggi fuggi" di turisti da Mahé? Negli ultimi anni si è deciso di investire nella realizzazione di eleganti resort. Tutti rigorosamente ecosostenibili ed ecosolidali. Tutti costruiti secondo i rigidi canoni dell'edilizia a basso impatto ambientale promossa dal Ministero del Turismo: gli edifici, per esempio, non devono superare in altezza la vegetazione che li circonda. Accanto alle accoglienti guest house in stile locale, in legno e colori pastello, sono così sorte lussuose strutture alberghiere firmate da prestigiose compagnie internazionali. È il caso del Four Seasons Resort Seychelles, inaugurato da poco più di un anno a Petite Anse, una delle spiagge più intatte e riparate, nascosta a sud-ovest. Interamente scavato nel granito, è costruito in altezza su una collina e immersa nella fitta vegetazione di lemongrass e frangipani. Pochi chilometri più a nord e più a sud, si trovano rispettivamente il Maia Luxury Hotel & Spa, 30 ville indipendenti costruite secondo i principi della bioarchitettura, e il Banyan Tree Seychelles, dell'omonimo brand pioniere in materia di turismo responsabile. Non lontano, Alpitour ha aperto il T-Club Allamanda Resort, premiato per l'impegno che ha dimostrato nella protezione dell'ecosistema, con semplici ma efficaci accorgimenti per ridurre il consumo di acqua ed energia, controllare lo smaltimento dei rifiuti e sensibilizzare gli ospiti alla cura dell'ambiente. 

  • DA SAPERE

  • COME ARRIVARE 
  • Air Seychelles vola tutte le settimane da Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino all’aeroporto internazionale di Mahé, l'isola principale. Qatar Airways http://www.qatarairways.it/ ed Emirates www.emirates.com/it collegano settimanalmente l'Italia alle Seychelles facendo scalo rispettivamente a Doha e Dubai.

  • QUANDO ANDARE 
  • Il clima è caldo e tropicale durante tutto l'anno. Il periodo migliore va da aprile ad ottobre, quando l'aria è più secca e fresca, con temperature tra i 25 e i 30°C. Da dicembre a febbraio l'arcipelago è battuto dalle piogge monsoniche.

  • DOCUMENTI
  • Passaporto con almeno 6 mesi di validità.

  • VALUTA
  • Rupia

  • LINGUA
  • Creolo, francese, inglese.

  • FUSO 
  • + 3 ore rispetto all'Italia; +2 quando vige l'ora legale.

  • PER INFORMAZIONI
  • Seychelles Tourism Board 
© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati