Queyras - Francia

Queyras d'inverno: un segreto da condividere

In Francia, un incantevole paesaggio dove sciare e riconciliarsi con la natura

È una piccola preziosa gemma incastonata nel sud est della Francia. Un angolo di tranquillità, dove rilassarsi e concedersi allo sport en plain air. È il Queyras, parco naturale regionale nel dipartimento delle Alte Alpi, a pochi chilometri dal confine piemontese. Un’oasi di 600 chilometri quadrati dove svettano una trentina di monti, tra cui il picco della Font Sancte, il più alto con i suoi 3.385 metri, il Pain de Sucre (3.208) e il Grand Queyras (3.114). Una meta da visitare per gli amanti dello sport sulla neve e dove gustare i genuini sapori del territorio.

NATURA E INNOVAZIONE - Curva dopo curva, dopo lunghe strade innevate, lasciamo alle spalle il Piemonte, per immergerci nel suggestivo parco. Nonostante la sua articolata morfologia, nel Queyras si trovano otto villaggi, piccoli centri con una media di 300 abitanti, che con fierezza preservano la propria identità. Sono Saint-Véran, il comune più alto d'Europa a 2.040 metri d'altezza, Château-Ville-Vieille, capitale della regione all'epoca della Repubblica degli Escartons, Aiguilles, Arvieux, Ceillac, Molines, Ristolas e Abriès, il più vicino all'Italia. Sono angoli del Vecchio Continente che custodiscono con fierezza il passato, ma che si adeguano all'evoluzione dei tempi e rivolgono lo sguardo al futuro. C'è chi parla l'occitano e però per esercitare la lingua cerca gli amici con cui chattare su Facebook. Nonostante le barriere naturali, l'intera valle è infatti coperta della rete internet anche con wi-fi. E nel pieno rispetto dell'ambiente non si deturpa il paesaggio in favore di qualche avveniristico albergo in più.

A TUTTA NEVE - Sci alpino e di fondo, snowbording, passeggiate sulle racchette da neve o in slitta. Sono tante le attività sportive a cui dedicarsi, su piste libere o tra le stazioni a pagamento. "È l'uomo che deve adattarsi alla conformazione del territorio - dichiara con orgoglio Sylvain Philip, general manager degli impianti - alla quantità preferiamo la qualità, non modifichiamo il paesaggio, lo manteniamo intatto". Ed è così che si sono tracciate 73 piste, distribuite lungo 90 chilometri, divise tra nere, rosse, blu e verdi. Per questa stagione, resteranno aperte fino al 27 marzo. I prezzi d'ingresso sono molto contenuti: il pass universale costa 21,50 Euro al giorno e consente l'accesso a tutti i comprensori. Da non perdere un'escursione fra la verde flora e l'animata fauna, accompagnati da una guida oppure in autonomia. Sarà possibile imbattersi in camosci, stambecchi, mufloni, lepri artiche ed ermellini che tracciano sulla neve il loro passaggio, destreggiandosi in mezzo ad alberi di pino cembro, pino silvestre, abeti rossi e larici.

SAPERI E SAPORI - Al piacere dello sport si accosta quello per la scoperta del patrimonio culturale artistico e gastronomico del Queyras. Da visitare il castello medievale di Château-Ville-Vieille, scelto da Philippe De Broca per girare alcune scene del film Il cavaliere di Lagardère ; il piccolo museo etnografico di Ristolas, esposizione privata inaugurata nel 2010 da Stéphane Simiand, fumettista, scrittore e guida alpina. E ancora, le chiese e le meridiane. Senza dimenticare il forno pubblico di Arvieux, dove fino agli anni Sessanta le famiglie andavano a cuocere quantità di pane di segale così grandi da coprire l'intera stagione invernale. La montagna fa venir voglia di cibi dal sapore deciso. Ricchi di gusto i formaggi locali, quali il Bleu du Queyras, erborinato a pasta dura da assaporare più o meno stagionato in abbinamento al miele di api nere locali; delicate le carni di agnello e capretto, alla brace o stufate; stuzzicanti le croquette du Queyras, biscottini duri - che alla vista ricordano i cantucci - alla frutta secca o al cioccolato.

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