Nosy Be, l'isola dei profumi

Viaggio in Madagascar, tra piantagioni di vaniglia e spiagge incantevoli

Avvicinandomi con il naso al finestrino della vecchia e lenta renault4, potevo sentire bene quel dolce profumo. Erano le piantagioni di ylang-ylang e di vaniglia che davano quell'odore a Nosy Be, l'isola dei profumi nel nord-ovest del Madagascar, nel cuore dell’Oceano Indiano.

UN'ALTRA AFRICA - Il navigatore portoghese Diego Diaz, fuori rotta per una tempesta, scoprì l'isola rossa (per il ferro che colora il terreno) che fu poi contesa da olandesi, inglesi e francesi, ma sopratutto fu per molto tempo base di pirati e bucanieri famosi, come Avery. Ero arrivato ad Antananarivo, Tanà per i malgasci, e avevo proseguito per Nosy Be. Strano posto quest'isola, così vicina e così diversa dall'Africa. Si vede subito dal paesaggio e dalle persone: gente alta, teste squadrate, pelle non troppo scura. Qui si sono incrociati indonesiani, arabi, indiani e anche cinesi, assiemi agli africani. Niente animali velenosi, clima cangiante assieme al panorama e tante belle ragazze alla ricerca di un marito,alla ricerca dell'Europa. L'isola era spartana, le strade pessime, gli unici taxi delle vecchie renault4, ma il mare di fronte bellissimo, unico.

L'ULTIMA SPIAGGIA - Visitai le isole Mitsio, Nosy Comba, poi fui con i lemuri sulle spalle a Nosy Tanikely e vidi le tartarughe di Nosy Irania. Nei ristoranti si trovavano calamari enormi e a poco prezzo, tutto questo era niente rispetto a quello che avrei visto ad Andilana beach. Ad Andilana c'era un grosso hotel malgascio abbandonato, ed arrivato in spiaggia capii che ero quasi in Polinesia. Andilana era uno spettacolo di purezza, natura, incanto, colore, era proprio il massimo del mare. Mangiai una splendida aragosta da Luisette, ma non riuscii a comprare conchiglie a buon prezzo. Sono passati 12 anni, quell'hotel di Andilana è stato rilevato da un gruppo italiano che ne ha fatto oggi una delle mete più ambite dell'oceano indiano. Poca gente in giro, pochi turisti, tanto calore e tanta allegria. L'ultimo giorno a Tanà, non avevo neanche voglia di souvenir per i miei nipoti, non avevo proprio voglia di tornare a casa. Si stava tanto bene in Madagascar.