Milano vista dal Nord-Est

Tre band raccontano il rapporto tra città e provincia italiana

Il confronto è una pratica sempre più importante nel mondo della musica, per capire cosa sta succedendo nel nostro paese, quali sono le reali opportunità che le band possono sfruttare. Il ciclo di incontri Milano vista da lontano mette a confronto la città lombarda, sede di buona parte del mercato musicale con quello che succede nelle altre parti d'Italia. A parlare del nord-est sono state invitate tre band con background differenti. Da un lato i giovani Bastards sons of Dioniso (dal Trentino) e dall'altro Tre Allegri Ragazzi Morti (dal Friuli) e Il teatro degli orrori (nella persona di Pierpaolo Capovilla, veneziano).

MILANO - Il più loquace è Capovilla che con la sua solita sicurezza espone un quadro desolante della città: "non amo la vita passata i fretta, a lavorare solo per fare soldi" e continua "Milano è il simbolo di un'Italia più brutta ed egoista, vent'anni fa nonostante tutti i problemi c'era ancora la speranza, c'è stato un cambiamento ma in peggio, non c'è più una crescita culturale. La critica ovviamente va estesa a tutto il paese". In altra direzione va il pensiero di Davide Toffolo dei TARM che vede la città in cui ormai vive come una essenzialmente accogliente. "Spezzo una lancetta a favore di Milano, mi ha sorpreso per la civiltà, è ancora la città dell'incontro, la gente arriva da tutta Italia per stabilirsi qui".

LA PROVINCIA - Se il giudizio su Milano oscilla tra stasi culturale e un barlume di positività la provincia sembra ottenere un responso più omogeneo e positivo, per quanto spesso manchino le opportunità e i riferimenti, come espongono i Bastards sons of Dioniso, c'è una gran voglia di costruire qualcosa, "diventa fondamentale andare a cercare il divertimento, una situazione che vada oltre i tre bar che ci sono". L'esperienza dei TARM va nella stessa direzione: "a Pordenone c'era questa dimensione di superadolescenza combattiva, dovuto al fermento punk del Great Complotto. Oggi la scena si è rinnovata mantendendo sempre una forte matrice identitaria e musicale" conclude Davide Toffolo. Una forte coesione tra luoghi e persone emerge anche dalle parole di Capovilla, che parla di Venezia come di una città agli antipodi di Milano, dove c'è una forte sensazione della comunità che sembra scomparsa dai quartieri milanesi. "Venezia è una città che sa vivere con se stessa, ha qualcosa di un po' zingaro che mi ci fa vivere bene".