Valle d'Aosta La Thuile

La Thuile: essenza valdostana

In Valdigne, fra buona cucina, camminate e cascate di cioccolato

Selvaggia. Sensuale. Serafica. Solare. "La Thuile ha un carattere deciso. O la si ama o la si odia", dichiara Carlo Orlandi, sindaco della perla della Valdigne. Ma lei, fiera d'essere il comune più occidentale della Valle d'Aosta, a due passi dalla Francia e a 1.441 metri di altitudine, sa sempre come sorprendere. Stretta in una cintura verde fra il massiccio del Rutor e la catena del Monte Bianco, con le sue case ornate delle lose, lastrone in pietra che ricoprono i tetti, con i mille sentieri che la incoronano e con quel fascino stregato pronto a far rima con cioccolato. Un luogo eclettico e incantato, capace di deliziare mente e palato in una perfetta alchimia di silenzio e movimento.

CIME GOLOSE
- Versatile e virtuosa, La Thuile è pure golosa. Anzi è una Città del Cioccolato. E il merito va soprattutto alla passione di Stefano Collomb e della sua famiglia, titolari di Chocolat, chalet charmant che spicca al centro del paese. Un vero punto di riferimento per il cibo degli dei, che qui assume forme inedite e intriganti. Ecco allora, servite su lunghi taglieri in legno, bontà noir di tutti i tipi: cioccolatini alla lavanda e ai frutti di bosco, fondenti cialdine al ginepro (corredate dal Chaudelune, vin de glace prodotto dalla Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle), tartufi all'Armagnac e baci alle noci, preparati con burro d'alpeggio e farina integrale. Senza dimenticare La Tometta di La Thuile, rivisitazione pasticciera della valdostana toma. Ovvero: 330 grammi di cioccolato al latte, gianduia e nocciole del Piemonte igp, tutelati da brevetto e realizzati pure in versione gelato. Da assaggiare tutto l'anno, oppure passeggiando in occasione di ChocolaThuile, la kermesse che dal 24 al 27 agosto manda in scena degustazioni, laboratori e menu a tema. Protagonisti (in tutte le stagioni) anche di Cioccolando in alta quota - Eccellenze Made in Italy, gastro-viaggio a tu per tu col cioccolato dolce e salato. In pratica? Basta individuare la ciocco-targa, entrare nelle location che aderiscono all'iniziativa e assaporare (è meglio prenotare!). Qualche dritta? La macelleria Tussidor, rivisita in choco-chiave il boudin (sanguinaccio a base di patate, barbabietole e lardelli) e il ristorante Les Granges crea quadretti di formaggio di capra ricoperti di cioccolato e cremosi gnocchi in salsa di Fontina e Bleu d'Aoste, cacao amaro e Jambon de Bosses, prosciutto crudo alla cui stagionatura concorrono fieno ed erbe montane. Mentre Chocolarum (rum pregiato e cioccolato) è la seducente proposta di Le Coq Maf.

VETTE CULINARIE
-  E il bio-ristorante Le Coq au Vin? Il paradiso gourmet dell'ecohotel Chalet Eden, capitanato dal giovane chef Fabio Cova Caiazzo, presenta tortelli di pasta all'uovo e cacao ripieni di seirass e timo con straccetti di cinghiale stufati al Petit Rouge. Per una ricetta dalle aromatiche e amarotiche sfumature. Ma da provare sono pure le altre prelibatezze in carta. Come le evoluzioni della trota della Valdigne: in bottarga, a impreziosire un'insalatina di sedano e mela; in trancetti, avvolti da un velo di mandorle, su finocchio e rucoletta selvatica al levistico di montagna, crema di limone e cozze biologiche; e come condimento per profumati maccheroncini alla crema di piselli. Intanto, la toma bio di Cogne al ginepro finisce in tempura, complice una purea di pere alla cannella. Il tutto da abbinare al Blanc de Morgex Rayon, nato dai vigneti più alti d'Europa; a una dorata Petite Arvine dello Chateau Feuillet, dalle nuance fresche e minerali, e a un Nus di Lo Triolet, figlio rubino di vien de nus, cornalin e petit rouge. Il violaceo Vuillermin del Feudo di San Maurizio è invece ideale compagno del carré d'agnello in panure alle erbe firmato dal patron del Pepita Café: lo chef sardo Mauro Matta. Che rilegge in patois (dialetto valdostano) i culurgiones: farciti ai porcini e patate su fonduta leggera al Parmigiano. Mentre lo sformato di porri e patate al lardo d'Arnad sposa una vellutata di fagioli. E per un grintoso risotto? L'indirizzo è quello de La Taverna Coppapan (l'arnese per tagliare il pane), dove lo chef Nicolò Farina ne cucina uno in cui mirtilli e Bleu d'Aoste si rincorrono fra piatto e bicchierino. Incontrando nel calice un nettare di carattere come il Torrette. E il cervo? Si sdoppia, creando un chiasmo: cotto sottovuoto a bassa temperatura su tartare di mela; e crudo in tartare con top di mela in tempura. Per un incrocio di freddo-caldo e tenero-croccante. Da abbinare al pregiato Fumin by Di Barrò. Uno dei Viticulteurs Encaveurs, associazione di produttori che fanno di tipicità e territorialità la loro filosofia.

VISIONI MONTANE
- E dopo tanto assaporare, bisogna camminare. O pedalare. A piedi si può facilmente arrivare fino alla prima, vaporosa e dirompente e cascata del Rutor (salendo ce ne sono altre due), percorrendo da La Joux il sentiero che si dipana tra un fitto bosco di conifere. Oppure si può giungere alla grande piana del Petosan, per osservare la Catena del Bianco e le Grandes Jorasses; seguire le vecchie vie dei minatori (a La Thuile si è estratto carbone fino al 1966), nonché lasciarsi catturare da un sito archeologico come quello del Colle del Piccolo San Bernardo, sulla strada che conduce verso la savoiarda Haute Tarentaise. Un'oasi magica a cielo aperto, dove ammirare un Cromlech megalitico formato da 46 pietre infisse nel terreno; i resti di una mansio romana e la Columna Jovis, che sorregge la statua di San Bernardo. E ancora, l'Ospizio Mauriziano (oggi trasformato in punto d'informazioni turistiche) e il tempietto meditativo "dei quattro venti", fatto erigere dall'abate Pierre Chanoux. Fondatore del giardino botanico di Chanousia: maxi aiuola alpina di 10mila metri quadrati che raccoglie circa mille piante d'alta quota provenienti da tutto il mondo. E chi ama la mountain bike? Non ha che l'imbarazzo della scelta: 220 chilometri di itinerari si diramano da Les Suches (raggiungibile con le seggiovie Bosco Express e Chalet Express), ben 19 percorsi gravity partono da quota 2.400 e il pass internazionale permette di accedere agli impianti francesi di La Rosière. Cosa volere di più? Un giro mozzafiato in elicottero, sorvolando laghetti e ghiacciai perenni. Per sentirsi nell'abbraccio dell'azzurro.

AL TOP DEL RELAX
- Ma non di solo moto è fatta una vacanza a La Thuile. E chi preferisce la calma può respirare la brezza della lentezza. Camminando per le vie cittadine; ammirando la chiesa di San Nicola e il suo grande crocifisso ligneo del XV secolo; scoprendo le vicine Terme di Pré-Saint-Didier o lasciandosi avvolgere da un massaggio al miele di montagna nella spa dell'hotel Le Miramonti, che par sorgere dalle acque spumeggianti della Dora del Rutor e di quella di Verney. E per un aperitivo in relax? Sosta gustosa al salottiero bar dell'Hotel Planibel, di fronte al Bike Park. Da ordinare: il toast con Fontina, prosciutto cotto e crema di Bovis, un estratto di lievito di birra. Un boccone regale, da corredare a laRealista, ambrata figlia di Cerere del birrificio torinese la Piazza dei Mestieri. Invece, per una dolce pausa culturale si può andare al Serendipity Coffee and Words. Dove, fra presentazioni di libri e incontri con l'autore, si può assaggiare la celebre Torta 1441, ispirata all'altitudine di La Thuile: un delicato pan di spagna al cioccolato farcito con mousse al cioccolato. Per un momento di rasserenante felicità. Come quella che si prova soggiornando alla Locanda Collomb, primo hotel letterario in Valle d'Aosta. Una casa graziosa, preziosa di legni antichi e di un'ospitalità sincera. Declinata in otto camere a tema, ognuna caratterizzata da una diversa profumazione. Onirica, catartica, evocativa, rivelatrice, rigenerante, meditativa, energizzante e seduttiva. Come La Thuile.

  • UTILE DA SAPERE

  • LOCANDA COLLOMB
  • Soggiorno: in settimana, 60 Euro a notte, a persona, con colazione; nel weekend e in alta stagione, 85 Euro a notte, a persona, con colazione

  • SEGGIOVIE
  • Pass comprensorio La Thuile: giornaliero Euro 17
  • Pass internazionale Espace San Bernardo: Euro 23
  • Ingresso Bike Park: mattiniero o pomeridiano Euro 5; giornaliero Euro 8; gratuito con i pass-seggiovie giornalieri

  • PACCHETTO RELAX GOURMAND
  • 1 biglietto di andata e ritorno con la seggiovia Bosco Express + menu del giorno o grigliata + 1 bibita al ristorante La Clotze (a 2.080 metri) + ingresso in piscina riscaldata + sdraio: Euro 20,50

  • PACCHETTO SPORT & BIKE
  • Noleggio mountain bike + casco protettivo + 1 biglietto giornaliero La Thuile-La Rosière: da 25,50 a 57 Euro

  • GIARDINO BOTANICO ALPINO CHANOUSIA
  • Ingresso: Euro 2,50

  • PER ARRIVARE
  • In auto: circa due ore da Milano
  • In treno: la stazione più vicina è quella di Pré-Saint-Didier; poi servizio di pullman di linea fra la località termale e La Thuile
  • In bus: autobus di linea (Savda) da Milano

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