La musica del "Muro", 20 anni dopo

Da "Another Brick in the Wall" a "Wind of Change". Canzoni per ricordare la fine del Muro di Berlino

Il muro venti anni dopo. Non uno qualunque, ma il Muro di Berlino che ha diviso l’Est dall'Ovest mettendo un punto fermo allo scontro ideologico, sociale, politico, culturale. Mentre la capitale tedesca festeggia  il ventesimo anniversario della caduta della cortina di ferro, mettiamoci a caccia della musica che vi ruota attorno.

THE WALL - C’è chi arriva prima di tutti perché traduce in musica una visione profetica: è Another Brick in the Wall dei Pink Floyd. Siamo nel 1979, ma Roger Waters con le sferzanti parole "We don't need no education, we don't need no thought control. All in all its just another brick in the wall" mette in chiaro cosa siano le barriere.

WIND OF CHANGE - Nella discografia tedesca il simbolo musicale della riunificazione resta Wind of Change degli Scorpions, ballata composta nel 1990 che esprime in stile romantico questi cambiamenti epocali: "The world is closing in. Did you ever think that we could be so close, like brothers. The future's in the air, can feel it everywhere. Blowing with the wind of change". Il fischio iniziale di Klaus Meine sulla chitarra di Jabs materializza la visione del sogno nella concretezza della realtà.

ACHTUNG BABY – Gli U2 scelgono un'atmosfera dark, piena di ombre e trasmettono il boato della caduta del muro nell'album Achtung Baby (1991). Un percorso musicale a più strati resta ancora affascinante perché ci porta per le strade di una Berlino ancora tetra, sanguinolente di quelle ferite che solo la storia potrà cicatrizzare.

HEROES - Nel 1977 David Bowie mette l'amore dinanzi a quel muro e così Heroes, secondo capitolo della saga musicale berlinese, si trascina dietro una storia-simbolo che guarda molto in avanti: "I, I will be king And you, you will be queen Though nothing will drive them away We can be heroes, just for one day We can be us, just for one day". Era ora di mettere a tacere falsità ed ipocrisie.