L'enogastronomia come motore del turismo

Secondo Aigo e Pangaea, la food experience è la chiave di volta nella scoperta di un Paese

L’esperienza culinaria? Il fattore che arricchisce e influenza sempre più la scelta della destinazione di viaggio.

Un fenomeno tra l'altro in continua e costante crescita, al punto da essere diventato un vero e proprio trend. Alimentato sia dal desiderio di scoprire sapori e aromi di Paesi lontani, sia dalla curiosità e dalla voglia di incontrare chef rinomati per provare le loro cucine prelibate.

Una tendenza non solo nostrana, ma che coinvolge e convince una gran fetta d'Europa e di mondo.

Ad approfondirne le dinamiche e fornire numeri e dati sicuri ci ha pensato Aigo, società di consulenza in marketing e comunicazione specializzata in Turismo, Ospitalità e Trasporti, e lo ha fatto grazie alla ricerca “Turismo Enogastronomico - L’esperienza culinaria in viaggio: la chiave di volta nella scoperta di un paese”, realizzata in collaborazione con Pangaea, network internazionale di operatori specializzati.

L'indagine, che ha coinvolto 389 operatori di Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Italia, ha evidenziato che l'aspetto culinario determina la scelta del viaggio per il 66% degli intervistati, i due terzi quindi.

E lo fa sempre di più: addirittura fino al 50% per il 38% degli intervistati, che attribuiscono al turismo enogastronomico il 10% del fatturato complessivo.

Sound of Silence è una delle food experience da vivere nel Northern Territory, in Australia

Sound of Silence è una delle food experience da vivere nel Northern Territory, in Australia

LA FOOD EXPERIENCE IL MODO MIGLIORE PER SCOPRIRE LA DESTINAZIONE

Ecco allora che pianificare, costruire e consigliare esperienze gourmet crea strumenti per una crescita economica concreta.

E così l'offerta turistica dedica sempre più margine agli itinerari golosi, venduti dal 41% degli intervistati, convinti che la food experience sia il modo migliore per scoprire la vera essenza di un territorio, in quanto specchio della cultura, della storia e delle sane tradizioni di un luogo.

Ha quindi senso proporre questi itinerari in abbinamento a tour culturali, legati al benessere o allo shopping. Del resto è un turismo che vive in ogni angolo di un territorio: agriturismi, cantine, osterie e ristoranti stellati.

E non per niente i pacchetti includono visite a mercati, cantine vitivinicole, birrerie artigianali, caseifici, frantoi e distillerie di produttori local. Contemplano inoltre la possibilità di acquistare prodotti locali quali cibo e vini tipici e di partecipare ad eventi a tema come i festival e i convegni culinari, dalle iberiche Madrid Fusion e Gastronomika alla peruviana Mixtura, la più importante del Sudamerica, dal nostrano Vinitaly al Melbourne Food & Wine Festival.

E ancora, permettono di prender parte a showcooking, cooking lesson e fiere enogastronomiche, di incontrare e far la spesa con star chef nonché di sedersi alle tavole dei loro prestigiosi ristoranti.

Secondo Pangaea si viaggia sempre più per scoprire sapori e aromi del territorio

Secondo Pangaea si viaggia sempre più per scoprire sapori e aromi del territorio

a CIASCUN PAESE LA SUA LEADERSHIP

L'analisi ha anche evidenziato che, a seconda del Paese, vengono identificate differenti regioni o nazioni dedicate a questo turismo.

Gli italiani, ad esempio, riconoscono alla Toscana la leadership del turismo enogastronomico nostrano. A seguirla sono Piemonte, Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna, mentre Francia, Spagna e Stati Uniti sono i Paesi di riferimento per l'estero.

Il Bel Paese è anche food destination per gli altri Stati europei, fatta eccezione per la Germania, che sembra prediligere mete domestiche come Francoforte.

Tra le destinazioni gastronomiche preferite di francesi, spagnoli e inglesi spiccano Thailandia e Londra, fucina di cucine di ogni parte del globo. Tanti gli chef riconosciuti dagli intervistati come guru nei diversi paesi, da star televisive come Gordon Ramsey in Gran Bretagna o Carlo Cracco in Italia, a chef di grande spessore internazionale, come l’italiano Massimo Bottura o i fratelli Roca in Spagna.

Cibo e vino sono oggi un importante chiave per scoprire e conoscere nuove destinazioni

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CURIOSO, PREPARATO E MOTIVATO, ECCO CHI è IL FOOD TRAVELLER

Ma chi è il food traveller? Il 58% degli interrogati ritiene che il cliente tipo abbia un'età compresa fra i 36 e i 55 anni, che si tratti per lo più di coppie, seguite da gruppi di amici, associazioni e famiglie, che prenotano in media soggiorni di 2-3 giorni.

La motivazione? Il desiderio di ricercare attraverso l’esperienza enogastronomica gli aspetti più autentici e meno turistici del Paese che visitano.

La spesa media? Secondo il 45% degli addetti ai lavori tocca un massimo di 250 euro a persona. Ciò significa che si tratta di turisti con buone capacità di spesa e con un buon livello culturale.

Un viaggiatore curioso e preparato, quindi, pronto a cogliere lo spirito del luogo nel piatto.