In cerca di Colombo

In Portogallo, alla scoperta dell'esploratore "marrano" e sulle tracce degli ultimi Templari

Italiano? Spagnolo? No: portoghese ed ebreo convertito, dunque: marrano. È questa la tesi di alcuni studiosi relativa alle origini di Cristoforo Colombo. Lo scopritore dell'America sarebbe stato figlio illegittimo dell'erede al trono lusitano e si sarebbe infiltrato alla corte di Isabella di Castiglia come uno 007 per tutelare il proprio paese nella competizione con i potenti vicini sulle rotte africane verso l'Asia. L'origine genovese sarebbe stata dunque una copertura. Non solo: le conoscenze per navigare nell'Atlantico gli venivano dai Templari che in Portogallo avevano trovato l'ultimo rifugio dopo essere stati perseguitati nel resto d'Europa. E infatti le sue caravelle avevano sulle vele la croce dei Templari.

MONACI GUERRIERI - In Portogallo si possono visitare alcuni luoghi che hanno a che fare con il Colombo marrano. A Lisbona e in altre due città: Sintra e Tomar. Si può cominciare da quest'ultima. Qui si trova il Convento del Cristo, uno dei più grandiosi complessi templari. Il nome è dovuto al fatto che il re portoghese, anziché sciogliere l'ordine, si limitò a cambiargli il nome. In questo modo le conoscenze e le ricchezze dei monaci-guerrieri non andarono disperse, ma servirono proprio per pianificare e finanziare le imprese marinare del XV e XVI secolo. Le conoscenze dei Templari affondavano a loro volta nella raffinata cultura degli ebrei sefarditi che, proprio a Tomar, negli stessi anni, avevano una folta comunità di cui è rimasta la sinagoga. E Cristoforo Colombo sarebbe nato da Isabella, figlia del navigatore marrano João Gonçalves Zarco, originario proprio di Tomar. Anche gli edifici del convento parlano il linguaggio della kabbalah. A cominciare dalla Charola le cui proporzioni rimandano alla simbologia del numero otto, cifra mistica per ebrei e cristiani. Sul lato opposto della chiesa, un altro capolavoro, la Janela (finestra) do Capítulo. Realizzata da Diogo de Arruda nel 1510, riunisce nella ricca decorazione i simboli della scienza e della marineria, riferimenti religiosi e cabalistici, sfere armillari, croci patenti, gomene, nodi e vele, frutti e fiori esotici, alghe e coralli. In altre parole: l'epopea dei navigatori.

I SIMBOLI DELLE SCOPERTE - L'enigmatica Janela di Tomar rimanda a un altro edificio-simbolo delle Scoperte: il Mosterio dos Jerónimos di Lisbona. Anche qui, scolpiti sulle colonne della chiesa, corde di nave, pesci, carciofi, piante tropicali e persino foglie di tè. Stesso discorso per la vicina Torre di Belém, il simbolo della città, che si affaccia sul Tago come una caravella. Anche qui, scolpite nella pietra, le sfere armillari e la croce dell'Ordine del Cristo. Le Scoperte e i Templari di nuovo uniti. E a saldare idealmente torre e monastero, ecco il Padrão dos Descubrimientos, il belvedere novecentesco sul fiume con le statue dei capitani disposte come sul ponte di una nave, capeggiati da Enrico il Navigatore, governatore dell'Ordine del Cristo sotto la cui guida i cavalieri diventarono marinai e i viaggi per mare le nuove crociate, come dimostrarono poi le conquiste nel Nuovo Mondo.

LIBRI NELLA PIETRA - A Sintra, 40 minuti di treno dalla capitale, l'eco dei Templari si trova nel giardino della Quinta da Regaleira, una villa dei primi del '900 costruita dall'architetto italiano Luigi Manini che fu anche scenografo alla Scala. Lungo il viale principale ci sono le statue degli dèi greci. Il primo è Hermes (Mercurio), padre dell'ermetismo, custode dei segreti esoterici. Poi c'è la Grotta dei Càtari, la Grotta del Labirinto, la Fonte Egizia, la Fonte dell'Abbondanza con il Tribunale Templare, e una specie di Stonehenge in miniatura. Se si fa ruotare una grossa pietra si entra nel Pozzo degli Iniziati da cui parte una scala che sparisce nelle viscere della terra. Bisogna per forza scendere. Sul fondo, una stella a otto punte simile a una rosa dei venti e con al centro la croce templare, indica la via d'uscita: un cunicolo e un camminamento in mezzo all'acqua riconduce all'esterno attraverso il Portale dei Guardiani. Sembra un set di Indiana Jones, ma fatto prima che Hollywood nascesse. Il giardino della Quinta da Regaleira è un insieme di libri scolpito e scavato nella roccia: l'Eneide, la Divina Commedia, i Lusiadi, l'Hypnerotomachia Poliphili (testo esoterico del rinascimento). Tutti racchiudono elementi del sapere templare, passati poi alla massoneria cui era affiliato Antonio Augusto Carvalho Monteiro, il proprietario del singolare giardino.

ESPERTO CABALISTA - Per tornare a Cristoforo Colombo, qualunque sia la sua vera origine, sta di fatto che gli anni da lui trascorsi in Portogallo furono determinanti per la sua impresa. A Lisbona studiò le carte nautiche e apprese del viaggio di Bartolomeo Diaz oltre il Capo di Buona Speranza, nel 1488. A Porto Santo, isola portoghese dell'Atlantico, perfezionò le conoscenze delle rotte oceaniche. Qui sposò anche la figlia del governatore, un matrimonio impensabile, a quei tempi, se davvero lui fosse stato straniero e di umili origini. Infine, fu in Portogallo, non in Spagna, che approdò al ritorno del primo viaggio in America. Coincidenze o prove della sua origine lusitana? Del resto perfino Umberto Eco crede al Colombo marrano se nel suo Pendolo di Foucault scrive: «Siccome era un ebreo portoghese e quindi esperto cabalista, è con evocazioni talismaniche che ha calmato le tempeste e domato lo scorbuto».


  • DA SAPERE 

  • LISBONA 

  • Hotel Real Palacio 
  • Indirizzo: Rua Tomás Ribeiro 115, tel. 00351.213199500 
  • Un 5 stelle della catena Reais, la più rinomata del paese. In posizione centrale, a due passi dalla metropolitana.

  • Ristorante Café In 
  • Indirizzo: Av. Brasilia, Pav. Nascente n. 311, tel. 00351.213626249  
  • Sulla riva del Tago, nella zona delle Docas, a due passi dal Padrão dos Descubrimientos. Ottimi piatti di pesce.

  • SINTRA 

  • Hotel Tivoli Sintra 
  • Indirizzo: Praça da República, tel. 00351.219237200 
  • In una magnifica posizione con vista panoramica sulla città. 

  • Pasteleria Piriquita 
  • Indirizzo: Rua das Padarias 1, tel. 00351.219230626 
  • Storica pasticceria dove assaggiare due specialità locali: le Queijadas, dolci al formaggio e cannella la cui ricetta risale al 1756, e i Travesseiros, detti così perché simili a piccoli cuscini. Squisito retaggio della dominazione araba. 

  • TOMAR 

  • Hotel dos Templarios 
  • Indirizzo: Largo Cándido Reis 1, apartado 91, tel 00351.249310100 
  • L'unico quattro stelle della città, moderno e funzionale. 

  • Ristorante Chico 
  • Indirizzo: Elias Adgarvias 113, tel. 00351.249311067 
  • Una vera istituzione gastronomica dalle radici rigorosamente locali, ma dalla spiccata creatività. Prenotazione obbligatoria. 

  • Casas das ratas 
  • Indirizzo: Rua Joaquim Jacinto Letteralmente: Case dei topi. Autentica osteria vecchio stile, deliziosamente kitch. Ottima per uno spuntino con specialità locali. A due passi dalla sinagoga. 

  • PER INFORMAZIONI 
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