Hotel Belmond Cipriani

Lo storico albergo veneziano presenta il nuovo Oro Restaurant e l'Executive Chef Davide Bisetto

Nominare l'hotel Cipriani in Laguna significa evocare raffinatezza, stile, charme, lusso, esclusività. E soprattutto significa richiamare alla mente l'inconfondibile allure della Dolce Vita, in stile veneziano s'intende, quella nota che forse più di ogni altra lo ha consacrato ad icona dell'ospitalità internazionale. Eppure oggi nello storico albergo della Giudecca qualcosa è cambiato. In primis il nome, ora si chiama hotel Belmond Cipriani, non più Orient-Express, pur conservando lo standard di qualità che da sempre lo contraddistingue. Nuovo anche il ristorante, che ha appena riaperto con il nome di Oro Restaurant, rinnovato su disegno dell'architetto israeliano Adam Tihany, noto interior designer di ristoranti alla moda newyorkesi. Passaggio di testimone anche in cucina, che ora è nelle mani dell'Executive chef Davide Bisetto, già due stelle Michelin al Casaldelmar di Porto Vecchio, in Corsica. Ad orchestrare il servizio in sala ci pensa il Restaurant Manager Carlo Tofani, che porta da Milano esperienza e versatilità. Se a tutto questo aggiungiamo il servizio impeccabile, le camere da mille e una notte, la favolosa piscina open air (la più ampia tra quelle negli hotel veneziani), lo shopping Arcade con 4 boutique, gli ampi giardini fioriti, il Casanova Wellness Centre, per rilassarsi con massaggi e rituali asiatici, beh non resta che prepararsi a vivere un'esperienza che promette di essere davvero memorabile. E non è allora difficile capire perché il leggendario hotel è da sempre l'indirizzo prediletto di personalità di spicco, registi, imprenditori, capi di Stato e celebri nomi del jet set internazionale. Uno su tutti George Clooney, che qui praticamente è di casa.

RESTYLING IN GRANDE STILE - “Oro” in veneziano significa “bene” e viene usato per dire “va tutto bene”. A spiegarlo è Giampaolo Ottazzi, General Manager del Cipriani dal 2008, che aggiunge: “Il nome Oro si riferisce anche alla cura riservata a ogni piccolo, prezioso dettaglio del ristorante, che riflette lo stile della Venezia contemporanea, con interni che si ispirano all'arte e alla cultura per cui la Serenissima è famosa nel mondo”. Il restyling è stato affidato ad Adam Tihany, noto per aver firmato alcuni fra i ristoranti più famosi al mondo, a cominciare dal Per S di Thomas Keller, il Dinner di Heston Blumenthal, Le Cirque 2000 e Sirio della famiglia Maccioni e il Daniel di Daniel Boulud a New York, per citarne alcuni. Solo nel 2013, Tihany ha disegnato ben quattro ristoranti premiati tra i 50 migliori al mondo nella classifica The World's Best 50 Restaurants stilata da S. Pellegrino. “L'esperienza di andare al ristorante non è legata solo al cibo, ma anche all'ambiente che si sceglie”, spiega l'architetto. Per il ristorante del Cipriani Tihany ha scelto di cambiare tutto, compresi tavoli, sedie, mobili, tutti disegnati su misura, plasmando un ambiente di puro design vestito di materiali locali e arredi preziosi, esplicito richiamo all'eleganza, all'arte e alle tradizioni veneziane. Il risultato? Uno scrigno ornato di specchi che riflettono il verde della laguna, decorato con raffinati tessuti Rubelli per le sedute, statue di Matteo Lo Greco, porta candela in vetro soffiato di Venini, tele di Julio Larraz, bronzetti di Paulin Paris. E ancora, i candelabri Seguso soffiati a mano e sculture in vetro verde smeraldo di Luciano Vistosi, attraverso i quali filtra il riverbero del mare. Ampie finestre, divani di velluto e il luminoso soffitto a cupola in lamine dorate sottili definiscono lo spazio, illuminato dal magnifico lampadario in vetro di Murano, forgiato a mano, con un diametro di due metri ricoperti di volute, riccioli, gocce e stille. La sala è immaginata come una nave di lusso in partenza e la terrazza, nonché ultima sala del ristorante, posizionata direttamente su Rio San Giorgio. E così, sulle comode sedute dei tavoli in ferro battuto e pietra, ci si godono eccelsi pranzi e cene all'aria aperta.

SAPORI GOURMET - A reinterpretare la tradizione culinaria del Cipriani in chiave contemporanea è l'Executive chef Davide Bisetto, alla guida della nuova brigata di cucina. Sul quarto menu, frutto di continua ricerca e sperimentazione, che ha confezionato in pochi mesi si legge: “Come nell'arte, in cucina amo la semplicità. Questa nuova carta è ispirata ai prodotti del territorio e alla stagionalità”. Veneto di Treviso e una brillante carriera in Italia e all’estero, che annovera il Santini a Londra e a Milano, dove è stato anche sous chef di Sergio Mei, nonché il ristorante Carpaccio dell'hotel parigino Royal Monceau, Bisetto è una rivelazione: le sue creazioni sono opere d'arte che però si mangiano, in primis con gli occhi! Ad esempio? L’asparago dipinto con maionese, al nero di seppia, concentrato di peperoni e bottarga di muggine in scaglia, ha la parvenza di un pezzo di vetro di Murano appena soffiato. Incredibile a dirsi, eppure un asparago basta a scoprire gran parte delle doti dello chef: l'abilità a giocare con le consistenze, l'arte nella mise en place, la raffinatezza nel gusto, la capacità di scegliere sapori e abbinare colori, la selezione della materia prima, rigorosamente attenta al ciclo delle stagioni. E a questo proposito, tra il prato all'inglese e i roseti dell'hotel, Bisetto attinge direttamente dal suo orto erbe aromatiche e verdure di stagione. E se nei suoi menu alterna piatti della Laguna, italiani, internazionali (riconoscibile la lezione francese), gli piace anche abbinare carne e pesce, sapori antichi e innovazione, con estro ed equilibrio. Ne è esempio quello che contempla foie gras marinato alla colatura d'alici, condimento di pistacchio, carciofi nostrani, mantecato di burrata, e il pesce San Pietro affumicato al momento con carote viola, cipolla e amaretto, zabaione al moscato. Imperdibili, tra i piatti signature, i gamberi rossi e granseola al naturale, aspic di pompelmo rosa, citrus, sorbetto al cetriolo di Sant’Erasmo, acqua di Bloody Mary. E poi il branzino di lenza affogato nell’extravergine di Marostica, in un giardino di verdure lagunari. In abbinamento? Un calice di una delle 1.000 etichette selezionate della cantina, o meglio, l’Enoteca, La Via della Sete, un ambiente riservato, con un grande bancone bar decorato da mosaici preziosi. Si trova proprio tra il ristorante e la sala da pranzo affacciata sulla nuova cucina a vista, impreziosita con utensili in rame, pietra e piastrelle dipinte a mano, che ricreano l’atmosfera della cucina casalinga.

ESPERIENZE ESCLUSIVE - Solo soggiornando al Cipriani si può vivere in modo esclusivo la Dolce Vita veneziana, con tutti e cinque i sensi partecipando al tour di 4 ore “Quanto è dolce Venezia”, con guida privata oppure al piacevolissimo “Bacaro tour” (dura a scelta dalle 2 alle 4 ore) salendo a bordo di un'imbarcazione tradizionale, per un'avventura al gusto di spritz o di un'ombra de vin accompagnati dai tipici cichetti, i classici stuzzichini veneziani. Si parte al tramonto, quando gli ultimi raggi del sole vestono gli antichi palazzi della Serenissima di infinite sfumature di rosso, rosa e arancio e quando le calli cittadine cominciano a spogliarsi di turisti. E così, da veri e propri insider, ci si ferma nelle osterie più antiche e tipiche. Tappa imperdibile Mascareta, gestita dall'istrionico oste Mauro Lorenzon, per ascoltare i suoi divertenti aneddoti e bere uno dei cocktail in carta studiati dal talentuoso Simone, a base di oltre 50 etichette di gin di tutto il mondo. In vista del prestigioso Festival del Cinema, infine, si può scegliere il giro “La Venezia dei film” e, accompagnati da un'esperta guida privata, addentrarsi nel dedalo intricato di canali e calli a caccia delle location che hanno fatto da sfondo a numerose pellicole. Da Il mercante di Venezia di Michael Radford, con Al Pacino, Jeremy Irons e Joseph Fiennes, a Il talento di Mr. Ripley diretto da Anthony Mighella, interpretato da Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Low e Cate Blanchett. Senza dimenticare gli episodi di James Bond in Dalla Russia con amore e Casino Royale. E ancora, Indiana Jones e l'ultima crociata di Steven Spielberg e Don't Look Now, con Donald Sutherland. Ma è solo un assaggio, o meglio un frame, delle tante esperienze che si possono provare, perché alloggiando al Cipriani sembra davvero di vivere in un film!