Due ruote di felicità

In bici sugli itinerari della Loire à vélo. La vacanza perfetta che unisce sport, cultura e buona tavola

Ottocento km di piste ciclabili sulle rive di un grande fiume. Come da Torino a Venezia e ritorno. Ma non si tratta del Po: siamo in Francia ed è la Loira. Una perfetta organizzazione e un collaudato sistema di servizi permette a chiunque di percorrere questa grande arteria chiamata Loire à vélo. Noleggiatori di bici (anche elettriche) e gestori di hotel sono consorziati per consentire ai ciclisti di spostarsi di tappa in tappa senza bagagli. Le strutture sono contraddistinte dal marchio Accueil vélo. Spesso si trovano in case d'epoca, nel centro delle città o dei paesi, oppure in fattoria. Inoltre si può anche utilizzare il servizio di trasporto bici sui treni della rete locale mentre Tgv e autostrade collegano le principali città a Parigi, ai suoi aeroporti e al resto del paese. Insomma una vacanza a tutta natura dove l'aspetto “sportivo” è comunque sempre finalizzato alla fruizione di luoghi unici, molti dei quali inseriti nel patrimonio Unesco.

I GIOIELLI DELLA CORONA – La parte più interessante della Loire à vélo sono i 250 km che vanno da Orléans a Tours. Qui si concentrano i più preziosi “gioielli della corona” ovvero i celebri castelli che hanno ospitato re, regine, nobili e artisti soprattutto tra '500 e '600. Seguendo il corso del fiume, prima di Orléans si tocca Briare, dove il Canale Laterale della Loira attraversa il fiume con un ponte in ferro progettato da Gustave Eiffel. Disegni originali del manufatto e oggetti che raccontano la storia della navigazione fluviale sono conservati nel Musée des deux Marines. Proseguendo si arriva a Sully-sur-Loire ossia a uno dei più celebri castelli della regione, l'unico ancora circondato da un fossato. L'edificio risale al '300, gli interni al '600 e all'800. Sulla sponda opposta, a una dozzina di km., ci sono due luoghi d'arte straordinari: l'abbazia romanica di St-Benoît-sur-Loire, con un eccezionale ciclo scultoreo e la (presunta) tomba di s. Benedetto da Norcia, e l'oratorio carolingio di Germigny-des-Prés, con un mosaico del IX sec., capolavoro di arte altomedievale.

NOBLESSE OBLIGE – Un tempo feudo della casa regnante, Orléans è legata indissolubilmente a Giovanna d'Arco, cui sono dedicate strade, piazze e monumenti. Ogni settembre (quest'anno dal 17 al 21) si tiene il Festival della marineria fluviale, con barche d'epoca e un fitto calendario di appuntamenti e spettacoli. Nel resto dell'anno si può semplicemente godere la città con i suoi quartieri medievali, tra la cattedrale e il fiume, le tipiche case a graticcio, le chiese, e l'animazione di rue de Bourgogne, strada pedonale ricca di bar, ristoranti e negozi. Prodotto tipico della città è l'aceto. Un aceto aromatico, paragonabile a quello balsamico di Modena, la cui produzione si effettua ancora nella Vinaigrerie Martin Pouret, aperta nel 1797 e sempre gestita dalla stessa famiglia, ora alla sesta generazione. Le porte dell'azienda sono aperte per acquisti (oltre all'aceto anche le famose mostarde e le salse) a partire dal Coup de foudre (colpo di fulmine), il top di gamma invecchiato per ben nove anni.

SUONI E LUCI DAL CASTELLO – Da Orléans, attraversato il fiume sulla pista ciclabile del Pont de l'Europe di Santiago Calatrava, si segue l'argine maestro fino a Blois, altra città reale. L'imponente castello riunisce quattro secoli di storia e arte. Inclusa una bella quota d'Italia. Dal tardo gotico di Luigi XII, al rinascimento di Francesco I al barocco di Gaston d'Orléans (fratello di Luigi XIII) il vasto edificio propone esempi non secondari di architettura dei vari stili. Gli interni, riccamente arredati, richiamano anche tre delle dieci regine che vi abitarono: Caterina e Maria de Medici e Anna di Bretagna di cui ricorre il 500° della nascita. Tra le rassegne in suo onore, dal 5 luglio al 2 novembre, I giardini dei castelli, sull'architettura del paesaggio nel rinascimento. Come ogni anno, da aprile a settembre, il cortile ospita ogni sera lo spettacolo Son et lumière con audioguide anche in italiano. Altri monumenti da visitare: la cattedrale, la chiesa gotica di san Nicola e la Maison de la Magie, dedicata al celebre illusionista Robert Hudin, nato qui.

QUESTIONI DI DAME – Caterina de Medici è legata ad altri due castelli: Chaumont-sur-Loire e Chenonceau. Lei e la sua rivale in amore Diana di Poitiers, tanto che si scambiarono le dimore proprio per tenersi a debita distanza. Il punto di forza di Chaumont è lo sterminato giardino con installazioni permanenti di grandi architetti del paesaggio. Inoltre ogni anno qui si tiene il Festival dei Giardini. Tema del 2014 (dal 25 aprile al 2 novembre): i sette peccati capitali. Gli interni, le scuderie, le serre sono diventate invece gallerie d'arte contemporanea. In luglio e agosto sono infine previste aperture speciali notturne con il castello illuminato da 2500 candele. Chenoncheau è il secondo castello più visitato di Francia dopo Versailles ed è chiamato il Castello delle Dame per la costante presenza femminile nel corso dei secoli. Unico per l'inconsueta struttura a ponte sul fiume Cher, mantiene intatti gli interni d'epoca, le stanze nobili, la cappella, il salone, le cucine e ospita una pinacoteca con opere di Correggio, Rubens, Van Dick, Veronese, Poussin, Murillo e altri maestri.

A CASA DI LEONARDO – A balcone sul corso del fiume, il castello di Amboise è uno dei più imponenti e, allo stesso tempo, eleganti della Loira. Dimora reale, fu abitato, tra gli altri, da Francesco I che volle accanto a sé molti artisti italiani, primo fra tutti Leonardo da Vinci che ad Amboise trascorse gli ultimi tre anni di vita ed è sepolto nella cappella di Sant'Uberto, all'interno del castello. La “casa” di Leonardo era però Clos Lucé, a poche centinaia di metri dalla reggia. Qui tutto parla del genio toscano. Nel parco ci sono riproduzioni delle sue opere e ricostruzioni in scala naturale delle sue avveniristiche macchine. Chi vuole immergersi fino in fondo nell'atmosfera di Clos Lucé può prenotare un pranzo rinascimentale nel ristorante La Prieuré preparato dallo chef Stephane Sausin con ricette d'epoca e ingredienti selezionatissimi.

BENVENUTI A MARTINOPOLI – La regione di Tours, è tra le più ricche di vigneti. E con i tralci fioriscono le... cave. Cave, in francese, è un locale tra il wine bar e l'enoteca in cui assaggiare e acquistare le varietà di bianchi e rossi prodotti nella zona. A Montlouis-sur-Loire la Cave Insolite, prospiciente il fiume, è un localino moderno e accogliente dove la sosta tra una pedalata e l'altra risulta particolarmente gradevole. Ormai manca poco a Tours, la meta del nostro percorso sulla Loire à vélo. La città era uno dei grandi centri della spiritualità medievale e l'erede più diretta di quella stagione è l'università che ogni anno accoglie 40mila studenti da tutt'Europa. Tours è dunque una città giovane e per giovani. Del resto, per rendersene conto, basta fare un giro nel vecchio quartiere e nella piazza Plumereau. Caffè, bar, ristoranti e ritrovi sono sempre pieni di gente. Non più i pellegrini medievali dell'antica Martinopoli, ma i moderni globe trotter della cultura. La cattedrale, la pinacoteca (con due Mantegna e molte altre opere d'arte), i resti della basilica di San Martino sono le cose salienti da vedere, ma vale anche la pena passare qualche ora alle Halles, il mercato coperto del centro, per fare incetta di squisitezze locali: dai vini ai formaggi (caprini su tutti), alle rilettes (specie di pâté di maiale) alla Tarte Tatin al Nougat de Tours, specialità fatta con pasta di mandorle e frutta candita. Il giro in bici non può dirsi finito, però, senza la visita a un altro capolavoro di architettura e paesaggio: il castello di Villandry, 15 km a ovest di Tours. Cinque diversi giardini con giochi d'acqua, il giardino dei semplici, quello delle piante ornamentali, gli orti, il labirinto circondano una dimora privata (visitabile) che i proprietari hanno fatto crescere nel tempo fino allo splendore di oggi. La vista dall'alto della torre sulle terrazze coltivate, sui bersò, le aiuole e i filari, con i colori che variano a ogni stagione in base alle fioriture, resta indelebile nella memoria. Quasi l'immagine stessa della felicità. La felicità a due ruote.



  • DOVE DORMIRE 
  • Tutti gli alberghi segnalati fanno parte del consorzio Accueil vélo e dunque effettuano il trasporto bagagli, il ricovero e l'assistenza alle bici. 

  • SULLY-SUR-LOIRE 
  • Hôtel Burgevin A due passi dal castello, nel centro del paese. Per chi preferisce la campagna alla città. 

  • ORLEANS 
  • Hôtel de l'Abeille Delizioso alberghetto in edificio d'epoca, vicino alla stazione e alla zona monumentale. 

  • BLOIS 
  • La Maison de Thomas In centro storico, tra il castello e la cattedrale. Il proprietario, Guillaume Thomas, è un raffinato buongustaio prodigo di consigli e... prelibatezze.

  • AMBOISE 
  • Régisserie de Chanteloup Antica fattoria trasformata in un hotel di design. Colazone rigorosamente con i prodotti della casa. Ovviamente anche en plein air. 

  • TOURS 
  • Hôtel Ronsard In pieno centro, perfetto per chi si sposta in bici. A due passi dai principali monumenti. 

  • DOVE MANGIARE 

  • ORLEANS 
  • La Chancellerie Classico restaurant-brasserie in palce du Martroi, il salotto buono della città. Per chi non vuole sorprese. 

  • Chez Eugène Discreto e molto chic. Piatti della tradizione reinterpretati con gusto e fantasia. Assolutamente da provare. 

  • BLOIS 
  • L'Annexe. Brasserie trasformata in moderno punto di ritrovo per amanti della buona cucina, con ottima carta dei vini della Loira. 

  • AMBOISE 
  • Chez-Bruno. Piacevole localino proprio sotto gli spalti del castello reale. Per uno spuntino veloce come per una serata in compagnia. 

  • TOURS 
  • La Deuvalière Per chi vuole tuffarsi nella movida del Plumereau con la garanzia di una cura particolare a ciò che va nel piatto. 

  • La Maison des Halles A due passi dalle Halles, tempio della gastronomia locale, un locale giovane ma con grande esperienza nella cucina. 

  • PER INFORMAZIONI 
  • Atout France