Design da viaggio, ma "Svizzero"

Zurigo ritrova il design e trasforma il turismo in creatività d'autore

C’era una volta la signora Sorell, che all’inizio del secolo scorso decise di aprire una serie di alberghi, per dar lavoro alle donne. Un’icona dell’impreditoria al femminile della Svizzera tedesca  che oggi lascia in eredità un arcipelago di hotel, i Sorell Hotel di Zurigo, alcuni dei quali sono diventati delle vere e proprie culle del design d’oltralpe. Ha davvero un ruolo il design nel turismo o è uno specchietto delle allodole per appagare i turisti più esigenti? “Rispetto alla Scandinavia, il design svizzero segue percorsi più minimalisti – ci spiega il direttore dell'Hotel Seefeld di Zurigo Marco Grossi – Non abbiamo intrapreso questa strada per un capriccio puramente estetico, bensì  per creare una location che richiamasse l’identità locale”.

DESIGN SVIZZERO - Spostandoci da una camera all’altra dell’hotel zurighese, ci sembra di attraversare fette di torta. Di fatti ci distendiamo su un sofà e ci sembra di essere in uno spicchio: televisori al plasma che guardano divanetti rettilinei o lumi tondeggianti che battono il ciglio a comò squadrati. “La Svizzera riflette un trend internazionale così come succede a  New York, Parigi, Milano e Londra. Per quanto riguarda gli hotel, è delicato l’equilibrio tra confort ed estetica, energia e riposo, ispirazione e autenticità. Si respira una nuova metamorfosi: una simbiosi di arcaismo architettonico e design contemporaneo”, scrive Dominique Boesiger-Angella nel volume cult Wellcome – Design Travel Guide (Euro 29, pp.302).

TEMPO E SPAZI - Il rapporto tra spazi e design può diventare più compromettente quando di mezzo c’è “il tempo”. Prendete un edificio di inizio ‘900 che ha la pretenziosità di trasformarsi in un’oasi da design. E’ il caso del Zurichberg Hotel, che ha rinnovato gli interni evocando grandi designer: da Hannes Wettstein a Jasper Morrison, da Patricia Urquiola a Konstantin Gricic: “Aver coinvolto diversi pensieri del design contemporaneo – ci racconta l’elegante General Manager Roger Neuenschwander – rende il nostro ambiente molto attraente, con una combinazione di stili allettante”. Nell’ala che evoca la struttura del Guggenheim di New York, tempio dell’arte moderna e contemporanea, la tecnologia insegue l’arredamento dalle tinte forti e scure. C’è un pizzico di stravaganza che aleggia sull’istallazione dell’artista Bianca Brunner: il camino, simbolo di un ambiente dei tempi remoti, ritorna sotto forma di immagine per conferire familiarità, ma anche per ricordarci che il futuro può convivere con le radici del passato.

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