Davide Van De Sfroos, cantastorie al di là di un lago

Canta in comasco e la sua musica piace ai giovani. Adesso è un vero fenomeno!

“Vai pure di frodo” – direbbero i comaschi “Van de sfroos” – che tanto quando in mezzo c’è la musica accade questo e altro. Risalendo nello stivale italiano, il caso musicale di Davide Van De Sfroos, all’anagrafe Davide Bernasconi, è davvero curioso: quanto avreste scommesso su un giovanissimo musicista che dai primi anni novanta canta canzoni in dialetto lombardo? “A noi ragazzi è piaciuto da subito – ci racconta Fabrizio di Lecco – Mi ricordo quando facevamo le adunate per andarlo a sentire vicino al lago, assieme alla sua band. Nei suoi pezzi ritrovavamo pillole della nostra quotidianità”.

VAN DE SFROOS - Lontano dallo star-system, Davide Van De Sfroos a 43 anni se la ride e si gode un record che ha lasciato tutti a bocca aperta: i 15.000 spettatori “paganti” al Datchforum lo scorso 19 aprile e il 4° posto nelle classifiche nazionali dell’ultimo album Pica!, una vera perla musicale. Ascoltando e riascoltandolo (emozionante è la ballata 40 pass), è evidente l’abbaglio di chi additava il folk singer Bernasconi come la voce musicale della Lega. Il cantastorie comasco racconta in musica - prendendo in prestito atmosfere da Bertoli, Bubola e De Andrè - il “Sud del Nord”, racimolando i fremiti della provincia in riva al lago. Così il mare di Napoli, che orienta l’ascoltatore nelle gole del Circe, si trasforma come in un incantesimo in un lago lombardo che coccola storie e facce. In questo direzione ha qualcosa che lo accomuna ad Eugenio Bennato.

IL SUD DEL NORD
- Brèva e Tivan (i due venti del lago di Como), Ninna del contrabbandiere, Sugamara o Nona Lucia accorciano paradossalmente le distanze tra Meridione e Settentrione. Lo stupore ai suoi concerti è lo stesso dello spettatore a teatro, incantato dinanzi a Dario Fo che riporta in vita il dialetto letterario di Ruzzante. Può finire per barcollare il Belpaese in Poor Italia, ma salendo sulla Curiera di Van De Sfross la rivalità tra metropoli e periferia trova un modo scanzonato per riconciliarsi e convincersi che ci sono ancora dolci o tristi storie da cantare, persino in dialetto. Aspettando la prossima tappa milanese il 4 novembre allo Smeraldo, siamo sulle tracce di Bernasconi perché non ci sentiamo più "corsari della Bovisa", ma "corsari della salvaguardia della tradizione".