Chiara, calma, dolce Acqui

Ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria, per un weekend fra gusto e relax

È calda. Anzi, bollente. L'acqua che sgorga zampillando dall'antica fonte nel centro storico di Acqui Terme ha una temperatura di ben 74 gradi centigradi. Tant'è che in dialetto, gli acquesi, sono anche chiamati sgaientò, ovvero scottati. Ma niente paura, basta non andarci sotto con la mano. Anche perché con mano salda va fatto roteare un buon bicchiere di Brachetto, l'aromatico vino aulente di frutta matura che di queste colline è il re. Insieme al dorato Moscato.

VINO - In un sinuoso saliscendi, le vigne disegnano un territorio che pare pettinato. È il cuore dell'Alto Monferrato, che vive di uva, generosa e turgida, foriera di ottimi vini. E se il Dolcetto d'Acqui e la Barbera non mancano all'appello, sono altri i protagonisti di questo angolo di Piemonte. Eccolo allora, di rosso vestito e di rosa profumato, il Brachetto d'Acqui, siglato dalla docg e da un'inconfondibile fragranza. L'azienda Marenco (Strevi, Alessandria, piazza Vittorio Emanuele II 10, tel. 0144 363133), con la gestione affidata alle tre sorelle Michela, Patrizia e Doretta, lo propone nelle versioni tappo raso, spumante e passito; e la maison Ca' dei Mandorli (Castel Rocchero, Asti, via IV Novembre 15, tel. 0141 760131), con Paolo e Stefano Ricagno alla conduzione, lo presenta persino nella declinazione spumante brut rosato, dal fine perlage e dal bel colore salmonato. E il Moscato? In entrambe le cantine trova espressione nel Moscato d'Asti, nel Passito di Strevi e nell'Asti Spumante.

ACQUA - Dal vino all'acqua il passo è breve. Anche perché è sufficiente soggiornare al Grand Hotel Nuove Terme (Piazza Italia 1, Acqui Terme, tel. 0144 58555) per scoprirne le virtù. Un albergo fascinoso, salottiero e dall'aria Liberty, dove godere di un'ospitalità galante e di momenti di benessere, grazie alla Spa & Beauty Farm (tel. 0144 329587). Della serie, trattamenti al vino, al riso, al cioccolato, al tartufo e al caffè, per una pelle di seta. Senza dimenticare ayurveda, shiatsu, stone massage, reiki, fanghi aromatici, hammam e percorso romano. Un viaggio, quest'ultimo, cadenzato da sosta nella grande piscina di acqua termale salsobromoiodica (a 36-38 gradi); relax con tisana; bagno turco; doccia nebulizzata alla mirra; e immersione in vasca di acqua fredda. Da provare anche in notturna, dalle 20 alle 23 il venerdì e il sabato sera (22 euro, con kit accapatoio, ciabattine e cuffia).

E COMPANATICO
- Ad Acqui si mangia anche bene. Qualche dritta? Il ristorante interno all'albergo (ma aperto agli esterni) Le Fontane, dove lo chef Massimo Moiola si muove tra Piemonte, Liguria e Mediterraneo, con pansoti alla crema di noci, brasati, bolliti con bagnet verd, bonet nonché piatti leggeri e ipocalorici (su richiesta) a base di verdure e cereali. E poi il ristorante enoteca La Curia (Acqui Terme, via alla Bollente 72, tel. 0144 356049), cucina della tradizione con tocco creativo: filetto baciato di Ponzone con frittelle calde; girello di vitello fassone con salsa tonnata; e ravioli monferrini glassati al sugo di arrosto.  

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