Cape Town, World Design Capital 2014

La città sudafricana è sotto i riflettori per un intero anno, tra eventi, progetti e iniziative che celebrano il design e la vita

È stata eletta World Design Capital 2014. Cape Town, The Mother City, come la chiamava Nelson Mandela (perché qui Madida ha messo piede come uomo libero per la prima volta dopo 28 anni di reclusione a Robben Island, ndr), è stata scelta dall'International Council of Societies of Industrial Design, che l'ha preferita a Durban e Bilbao. La capitale legislativa del Sudafrica, terza città più popolosa del Paese, punta a promuovere il rinnovamento con la spinta della creatività, di idee e innovazione. Intende in primis “sanare le divisioni, disegnare la riconciliazione e colmare le differenze sociali”, spiega il delegato del comitato organizzativo, grazie ad un calendario di appuntamenti lungo un intero anno, scandito da eventi, progetti e iniziative che celebrano il design e la vita. Non solo. Rilanciando quartieri emergenti come Woodstock, con il recupero di complessi industriali dismessi trasformati in moderni showroom di creativi, plasmati dai murales figurativi degli street artist sudafricani. E coinvolgere i giovani artisti che abitano nella cintura di township ai margini della città. Senza dimenticare i nuovi sapori che daranno gusto all'evento. Ma Cape Town WDC 2014 è solo il primo tassello di un progetto più ampio, a lungo termine, che vuole farsi portavoce del cambiamento, lo stesso cambiamento avviato da Madida e che ora non solo i capetonians ma tutti i sudafricani hanno ereditato.

SULLA PENISOLA DEL CAPO - Cape Town è una città sorprendente. Piace, diverte, affascina. Fa sentire liberi. Dà speranza. È anche per questo che richiama sempre più turisti: nel 2012 sono stati ben 9 milioni, 1 milione in più rispetto all'anno precedente. Ad attirarli è anche lo straordinario contesto naturalistico che ne circoscrive il perimetro. Il City Bowl, letteralmente il catino, come viene chiamata la depressione a forma di anfiteatro che racchiude la città, affaccia sulla magnifica Table Bay e sull'Atlantico. Ed è protetto da rilievi che sembrano disegnati da archistar come nel caso della Table Mountain, la montagna piatta che domina la città, visibile da punti privilegiati come lo storico Mount Nelson Hotel, quando non è coperta dalla nube che spesso ne nasconde la cima, la famosa table cloth (tovaglia). E poi ci sono la Lion's Head (testa di leone), il Devil's Peak (picco del diavolo), i Twelve Apostles (dodici Apostoli) e la Signal Hill (la collina del segnale). Un carosello di rilievi da contemplare dalle spiagge, dove si praticano ogni genere di sport acquatici – Blouberg beach è per esempio il paradiso di windsurfer e kitesurfer - prima di salire in macchina per costeggiare la costa verso l'avveniristico stadio di Green Point costruito per i Mondiali di calcio del 2010. E il mare si ammira anche dalla terrazza del Grand Cafè & Beach in Granger Bay, locale trendy perfetto dal pre-dinner al dopocena, ma da vivere tutto il giorno durante l'estate. Proseguendo il giro della Penisola del Capo, tappa d'obbligo è Boulder's Beach, sede di una colonia di teneri pinguini africani, mentre verso Cape Point lo sguardo si riempie dei colori delle distese di fynbos, la rigogliosa flora arbustiva tipica di questa zona: l'aria si fa ancestrale, la natura più selvaggia, il vento più impetuoso. I confini del mondo sono vicini e arrivati in cima al faro di Cape Point, ammirando le correnti oceaniche dominare la scena con la loro forza primordiale, ci si sente profondamente liberi e in pace.

WORLD DESIGN CAPITAL 2014 - “Live Design. Trasform life”. Il pay-off del WDC sintetizza il senso e l’aspettativa che ruota intorno a questo importante appuntamento. African innovation. Global conversation; Bridging the divide; Today for tomorrow; Beautiful spaces, beautiful things, sono i quattro temi studiati per illustrare e dimostrare come la creatività dei locals - white, black e colored, indistintamente - possa trasformare la città, riconciliare le diverse comunità e costruire un futuro sostenibile, produttivo ed entusiasmante. Per tutti. A cominciare dalla realizzazione di un Design Village mobile che partirà proprio dalla piazza del Municipio, palcoscenico del primo discorso di Mandela da uomo libero. Per scoprire le novità converrà scegliere gli itinerari proposti sul sito ufficiale del World Cap o affidarsi a guide esperte come Francesca Lynch e il fratello Filippo Giancane (www.africamore.com), italiani naturalizzati capetonian capaci di condurre negli angoli più sconosciuti o cool della metropoli e soprattutto di quartieri emergenti come Woodstock, disseminato di studi di designer, caffè con torrefazione propria e locali trendy.

WOODSTOCK - Ecco allora che per respirare aria di novità basta curiosare per il Woodstock Exchange e The Woodstock Foundry, dove ci sono indirizzi come Selah, con ottimi prodotti originali e creativi. Oppure assaporare le specialità anglo-asiatiche dello chef Luke Dale-Roberts servite al Test Kitchen, il ristorante più in voga del momento (bisogna prenotare almeno sei mesi prima), dislocato al piano terra del Biscuit Mill: antica fabbrica di biscotti oggi rivalutata, vi trovano spazio locali come il delizioso Saucisse Boutique deli, dove la proprietaria Amanda Lewis sostiene i piccoli produttori locali vendendo carni e formaggi del Sudafrica. È dalla via principale, Albert Road, che si raggiungono le vecchie fabbriche che ora ospitano studi di falegnami, negozi con articoli moderni o vintage, perché qui, nella capitale del riciclo, tutto si reinventa e si trasforma. Passeggiando per la città ci si rende conto che è l'intera mappa sociale che si sta ridisegnando, ne sono esempio Upper Woodstock e Observatory, abitati da neri e coloured (i meticci) emancipati. Le architetture sono ancora quelle in stile Dutch Cape, ma nelle boutique la nuova moda africana è quella delle borse firmate dal designer Guidemore dello Zimbabwe e le stampe della nigeriana Lisa, in vendita da Merchants on Long. Gli indirizzi sono tanti, basta passeggiare lungo Longstreet per scoprirli. Al civico 117, per esempio, vende solo pezzi unici di giovani locali la boutique Mememe, di proprietà della nota designer Dorincee Southwood. Si acquistano articoli artistici tribali ma di lusso da The Galley Shop. Al 76 di Church Street ci si rifà gli occhi ammirando i gioielli di Philippa Green, talentuosa e giovane artista. Ma l'elenco continua. Non resta che andare alla ricerca in prima persona.

È l’inizio di un nuovo capitolo. L'augurio è che la città sappia portare avanti con coraggio e determinazione il cambiamento, proprio come ha fatto Madida, leader e maestro di vita, ma soprattutto un uomo buono.

  • DA SAPERE 

  • COME ARRIVARE 
  • Con Klm Royal Dutch Airlines si vola a Cape Town 4 volte alla settimana via Amsterdam, a partire da 895 euro a/r in Economy Class; con 160 euro in più in Economy Comfort.

  • FUSO
  • Uguale all'Italia, da ottobre ad aprile + 1 ora rispetto al nostro Paese. 

  • DOCUMENTI
  • Passaporto con almeno 30 giorni di validità per 30 giorni successivi alla data di rientro dal viaggio e 2 pagine libere. 

  • VACCINAZIONI
  • Nessuna richiesta. 

  • LINGUA
  • In Sudafrica ci sono 11 lingue nazionali di cui la più diffusa è l'inglese. A Cape Town, in cui si trova una grande fetta di popolazione coloured, è molto diffuso anche l'afrikaans e la principale etnia africana presente è quella di lingua xhosa.

  • MONETA
  • Rand sudafricano (1 Euro sono circa 15 rand).

  • QUANDO ANDARE
  • Cape Town è l'unica zona del Sudafrica ad avere un clima mediterraneo, con lunghe estati calde e assolate e inverni freddi e piovosi. Le stagioni sono invertite rispetto alle nostre: i mesi estivi sono dicembre, gennaio, febbraio e marzo, quelli invernali sono luglio, agosto e settembre.

  • PER INFORMAZIONI 
  • South African Tourism, numero verde 800.245464.  

Correlati:

www.wdccapetown2014.com/
www.southafrica.neT