Basilicata da brivido

A volo d'angelo tra le Dolomiti Lucane. Appesi a un filo di cielo

Il sogno di Icaro si è fatto realtà. Nel cuore della bella Lucania, dove si può sperimentare l'ebbrezza di volare appesi a un filo. O meglio, a un cavo d'acciaio che collega due paesi, Castelmezzano e Pietrapertosa, in provincia di Potenza, nel Parco Naturale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Un'esperienza funambolica e meravigliosa il Volo dell'Angelo. Per sentirsi accolti fra le braccia del cielo.

LIBERI LIBERI - Si sale su, scarpinando un po'. Si viene imbracati in tutta sicurezza (in posizione prona). E poi, via che si parte. Da Pietrapertosa a Castelmezzano e viceversa. Lanciati a 120 chilometri all'ora nell'aria pura. Sotto nulla, solo il vuoto. Sopra, l'azzurro. Intorno, le vette. E nel cuore l'incanto del silenzio e lo stupore del mai visto. Un assaggio di adrenalina? 1.550 i metri di lunghezza (un record in Europa); 450 metri l'altezza massima dal suolo; circa un minuto e mezzo la durata. Un minuto e mezzo di infinito, negli occhi, in bocca e nelle vene. Un minuto e mezzo di vita accelerata, assaporata e respirata. Da provare tra il 27 giugno e il 13 settembre, tranne il lunedì (ma in agosto l'impianto rimane aperto sempre). Il costo del biglietto: 30 euro dal martedì al sabato; 38 euro la domenica e i festivi.

FRA GUGLIE DI ROCCIA - Un'occasione, quella del volo, anche per scoprire il volto segreto di una terra selvaggia e sincera, fatta di boschi e di civettuole cime. Meritano proprio un bel giro Pietrapertosa e Castelmezzano, comuni dirimpettai nonché Borghi più Belli d'Italia. Due paesi-presepi, di notte accarezzati da luci soffuse. E per vederli in tutta calma, il consiglio è di soggiornare presso l'albergo diffuso Le Costellazioni, le cui 13 abitazioni non sono altro che le vecchie case riconvertite in alloggi. Ecco allora Andromeda, Cassiopea, Orsa Maggiore, Pegaso e Perseo: dentro, tutti i comfort (c'è persino la cucina); fuori, vista sulle petrose ed erte viuzze che si dipanano tra i muri. La colazione mattutina, invece, si fa presso la reception-caffetteria. Sotto un tetto di roccia.

SAPORI LUCANI - Il fil rouge della lucana tavola? Il peperone crusco, fatto essiccare e messo per un attimo a friggere nell'olio bollente. Delizioso e croccante. E ancora, i salumi tipici, fra cui la pezzente della montagna materana, sorta di salsiccia nata dalle parti meno nobili del maiale; i causunsiedd, ravioli con ricotta e prezzemolo, da provare presso l'agriturismo la Grotta dell'Eremita (http://www.grottadelleremita.com/); le manatelle con favette e guanciale nonché il lonzino marinato all'Aglianico con ricotta, noci e misticanza di bosco, da assaggiare Al Becco della Civetta, preparati dalla chef Maria Antonietta Santoro (http://www.beccodellacivetta.it/); il tortino di patate con crema di funghi cardoncelli e caciocavallo podolico, da ordinare al ristorante dell'Hotel Dolomiti di Catelmezzano; e il tenero agnello mollicato, da non perdere a Il Molino della Contessa, un agriturismo ricavato da un antico mulino ad acqua restaurato (http://www.molinocontessa.altervista.org/). Tanto, l'appetito vien volando.

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