Un'ora e mezza di ritardo

Un marito, una moglie tra confessioni e ritardi: Stefania Sandrelli e Massimo De Francovich al Manzoni

Quando ci troviamo dinanzi alla quotidianità di una coppia normale di mezza età può accadere allo spettatore di immedesimarsi a tal punto nella coppia protagonista, da vivere una parte della storia come se fosse lui stesso vittima e carnefice degli eventi. Una tentazione non da poco, quasi irresistibile quando in scena c'è un testo movimentato di due autori contemporanei come Gérald SibleryrasJean Dell, interpretato da due attori per palato fine: Stefania Sandrelli e Massimo De Francovich.

E' il teatro Manzoni di Milano ad ospitare fino al 5 febbraio Un'ora e mezza di ritardo, pièce che diventa per un marito brillante e una moglie in crisi con figli e nipoti a carico una terapia dell'ultimo minuto, uno sfogo che provoca qualche scossone all'interno di questo matrimonio. Insomma, questa moglie dei giorni nostri costringe il consorte a ritardare l'uscita per andare a cena a casa di amici, per dare libero sfogo alle proprie paure, insoddisfazioni, piccoli masseri quotidiani che sfiorano la depressione.

Da quando l'ultimo figlio è andato via di casa, questa madre moderna avverte profondi vuoti e in questa nuova età non riesce più a ritagliarsi un ruolo. Di mezzo non ci sono scuse, non ci sono amanti nascosti nell'armadio ma soltanto l'esigenza di ritrovare il proprio compagno di viaggio. Un'atto unico, sotto la guida della regia equilibrata di Piero Maccarinelli, forse non basta per sforbiciare fino in fondo certi stati d'animo - in certi punti l'impasto drammaturgico è ripetitivo - nonostante l'imponenza scenica degli attori. De Francovich e Sandrelli vengono da due scuole di spettacolo differenti: il primo da quella delle tavole del palcoscenico, la seconda da quella della macchina da presa. Teatro e Cinema sono due emisferi diversi, e questo nella costanza interpretativa dei due attori si sente e in certi momenti si avverte con prepotenza.

Chissà se Vittorio e Giuliana, i due personaggi dello spettacolo, uscendo con "un'ora e mezza di ritardo" per andare a cena dagli amici avranno trovato la loro città innevata, come la nostra Milano che ogni tanto è velata di poesia con milioni e milioni di fiocchi di neve.