Stop Homophobia

Porta un omofobo a teatro. Il messaggio di ricci/forte si chiama Still Life

Ci sono molti modi per lanciare un messaggio sociale. Un corteo, un post su Facebook, una protesta.

Ne esiste uno, però, efficace più degli altri: uno spettacolo a teatro. L'esperimento che grida Stop Homophobia degli irriverenti ricci/forte, ora in scena all'Elfo Puccini, è proprio così.

Still Life di ricci/forte (© Daniele + Virginia Antonelli)

Still Life di ricci/forte (© Daniele + Virginia Antonelli)

STOP HOMOPHOBIA. RICCI/FORTE DA SHOCK ALL'ELFO

Loro sono i due enfants terribles della drammaturgia italiana, conosciuti in tutto il mondo, pieni di surreali coup de théâtre. Corpi nudi, monologhi nonsense, musica assordante come questa. Provocatori, vietati ai minori e ai perbenisti, estremi. Fastidiosi, soffocanti, eccessivi.

Una lunga serie di spettacoli con gli stessi marchi di fabbrica, che se li vedi la prima volta dici wow, la seconda dici mmh, la terza dici uff. Eppure questa volta la coppia ricci/forte ha fatto centro.

Portate la persona più omofoba che conoscete a vedere il loro Still Life. Chissà come reagisce quando gli attori baciano - proprio con la lingua - gli spettatori in sala, uomini o donne che siano.

Chissà cosa fanno quando mille piume volano tra le persone, facendo provare a chiunque del fastidio di fronte a cui non si può reagire. Chissà come la pensano quando vedono una madre che grida per un figlio ucciso perché vittima di bullismo omofobico.

Adesso non si può fare finta di niente, cambiare canale o fare il logout. Nel buio della sala, incatenati alla sedia, si vive un elettroshock. Le porte sono sigillate, non si può uscire. Ottima idea, di fortissimo impatto. Applausi meritatissimi.