Qui città di M.

Tutto quello che abbiamo sempre pensato di Milano ma non ci siamo mai detti, in scena fino al 29 ottobre

LO SPETTACOLO - Qui città di M. è un'inchiesta, è un giallo metropolitano, è un enigma che si cerca di risolvere raccogliendo indizio dopo indizio, è un ritratto spietato, è una radiografia, è una storia come tante, tantissime, è grigio, è cemento, è cacca di cane sui marciapiedi ancora coperti di brina la mattina presto, quando fa ancora buio ma i cittadini della città di M. sono già in fervente attività, è una corsa per arrivare primi, per sopravvivere, è una vita sotto formalina, ma soprattutto è uno spettacolo, un monologo per sette personaggi, una splendida prova d'attrice di Arianna Scommegna e l'ennesimo successo teatrale firmato dalla nuova promessa della regia milanese, Serena Sinigaglia.

IL TESTO - Qui città di M. nasce dalla rivisitazione di un testo di Piero Colaprico, giallista e giornalista di cronaca, che si è già più volte confrontato con il mezzo teatrale in spettacoli che hanno ritratto la città di Milano, ambientazione privilegiata dei suoi scritti, nelle sue varie sfaccettature, uno su tutti ricordiamo lo spettacolo Milanoir, Milanuit, per la regia di Giulio Baraldi e interpretato, insieme ad altri, dallo stesso Colaprico. Il testo dello spettacolo Qui città di M. prende spunto dal romanzo noir Trilogia della città di M., ma è stato riadattato ad hoc sull'attrice Arianna Scommegna, scritto a "sei mani" dall'autore, dall'attrice e dalla regista.

L'ANIMA DI MILANO - Il risultato è un tuffo di circa 90 minuti nell'anima più vitale, più squallida, più normale, più vera, più puzzolente della nostra cara vecchia Milano… "Un tempo la città di M. un cuore ce lo aveva", dice ad un certo punto la poliziotta. Sarà possibile ritrovarlo oggi?

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