Quel tranviere chiamato Desiderio

Divertente commedia con Enrico Beruschi nei panni di un tranviere speciale

UN TRANVIERE SPECIALE - Chi non si ricorda di Beruscao-ao-ao alzi la mano! Pochi si pensa, almeno tra chi negli anni '80 era in età cosciente... Dopo il programma televisivo "Drive In", Enrico Beruschi è tornato al teatro, cimentandosi anche in operette. Al Teatro Oscar veste i panni di Alvaro, tranviere in pensione soprannominato Desiderio, per il fatto che ad ogni fermata del suo tram faceva esprimere un desiderio ai passeggeri, che spesso venivano accontentati dai casi della vita. Un viaggio sulle linee dell'Atm durato 33 anni e ripercorso con ironia e affetto all'interno di casa sua, tutta trasformata in "tempio dei tram". La figura responsabile e un po' poetica di Alvaro si confronta con quella del fratello gigolot e perditempo Francois, incarnato da Marino Zerbin. Veste i panni di mamma Rosa, Graziella Comana, che chiacchiera amabilmente con il doganiere Herbert (Riccardo De Luca), fonte di pettegolezzi e di risa, all'ora del caffè mattutino. Tiziana Più è Luisa, aiutante di Rosa, che porterà ulteriore scompiglio fra Alvaro e Francois. Carol Visconti è Ilaria, la buffa figlia di Luisa, che, come si vedrà, è nata dalla relazione della madre con uno dei due fratelli... a voi scoprire quale! Enrico Beruschi appare in forma e basta una smorfia della sua comicità plastica a far sorridere il pubblico, per due ore divertenti e spensierate.

IRONICO CONFLITTO - Quel tranviere chiamato Desiderio è una commedia scritta da Sergio Cosentino, autore e regista di alcuni tra i più famosi comici italiani e di trasmissioni televisive di successo come Zelig, Scherzi a parte, Convenscion, Quelli che il calcio, Buona Domenica, Domenica in.  Qui mette bene in rilievo le peculiarità di due caratteri opposti, quello di un tranviere che ha dedicato tutta la vita al lavoro e quella di un viveur che ha passato il suo tempo tra una donna e l'altra. A fare da cornice a questo sarcastico conflitto, le macchiette degli altri personaggi con l'uso del dialetto milanese e della cadenza svizzera tipica delle zone fra l'Italia e Lugano.