Quando far ridere diventa sadismo

Antonio Rezza con “Pitecus” dal 4 al 9 ottobre al Teatro Out Off

Un’ora di risate senza sosta, senza pietà alcuna verso i suoi mille personaggi, che appaiono, solo volti o arti, nei tagli fatti nelle stoffe che servono da quadro ai racconti di una disperata, fino al ridicolo, umanità che attraverso quei tagli mostra dei lampi allucinatori che attraverso il ridere porta all’illuminazione.

Rezza mostra con il suo Pitecus che la teoria degli opposti convergenti è esatta, infatti se è vero che si capisce la vita attraverso la sofferenza, è vero anche il perfetto contrario e cioè che la si può capire attraverso il riso.
Potremmo scoppiettare aggettivi, rovesciarli a cascata per definire la forza scenica di questo attore, ma non vi daremmo che un soffio ridicolo di quello che si prova vedendolo in azione, in carne ed ossa che si decompongono e ricompongono in un gioco dove il riso confluisce nella morte e viceversa, dove il pubblico viene torturato, offeso e vilipeso quasi a ricordargli, ormai cadavere che una volta, invece, era, proprio il pubblico, l’anima pulsante del teatro e dell’arte, mentre adesso ne è solo fruitore cerebro leso e narcotizzato.

Infatti, l’invito che Rezza fa al pubblico dopo gli innumerevoli bis, richiesti a furor di popolo, o suo malgrado, perché è sempre lui, l’attore a condurre il gioco, è quello di praticare l’omicidio verso chi in scena non ci piace.
Fino al 9 ottobre, orario 20.45, domenica ore 16. Ingresso: 15.00 Euro.